Recensione: “Illusioni sommerse” di Cristiano Pedrini

Illusioni sommerse

Cristiano Pedrini

Editore: Youcanprint

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 15 febbraio 2019

Pagine: 182 p.

EAN: 9788831605236

Recensione a cura di Pamela Mazzoni

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Norman Foster, un importante e acclamato scrittore, sta per presentare uno dei libri più attesi dell’anno alla Victoria Hall, una delle librerie più prestigiose di Londra. I suoi titoli sono sempre stati coronati dal successo del pubblico, dopo il felice e misterioso esordio avvenuto anni prima. Tra il pubblico, ad assistere a quell’avvenimento, lo attende Jayce Cavendish, rampollo di una facoltosa famiglia americana. La sua presenza non è altro che l’ennesimo tassello che egli, con pazienza e perseveranza, ha posato per completare il mosaico della sua vendetta personale che avrà come epilogo la morte inattesa dello scrittore. Sarà compito dell’ispettore di Scotland Yard Cedric Devonshire scoprire chi si nasconde dietro la scomparsa dell’autore e suo malgrado accettare l’invito di Jayce, conscio di essere uno dei principali sospettati, a riunire nella sua residenza di Keswich tutti coloro che avevano conti in sospeso con la vittima.

Norman Foster è un famoso scrittore il cui esordio letterario è avvolto dal mistero.

La sera della presentazione del suo ultimo libro, in una delle più storiche librerie di Londra, si accascia a terra, colto da un improvviso malore, che in realtà si trasformerà ben presto in omicidio.

Chi lo ha ucciso? E, soprattutto, perché?

Nel 1914 un soldato inglese di nome Henry Tandey trovò un soldato tedesco ferito e disarmato in un fosso e non se la sentì di sparargli a sangue freddo.

Così risparmiò la vita ad Adolf Hitler – commentò Luise.- Gli errori, anche se al momento possono sembrarci insignificanti, vanno rivisti alla luce del tempo…”

Al fatto sono presenti tutti i papabili sospetti, un manipolo di subdoli personaggi uniti a Foster da strani e torbidi rapporti: l’avida e cinica Luise Barrymoore, ex editor ed ex amante di Foster; Giles, titolare della libreria Victoria Hall, legato allo scrittore da un’amicizia più di convenienza che affettiva; Robert Ballard, nuovo editor, che mette i propri interessi davanti a tutto.

Ed infine, ultimo ma non per spessore, l’enigmatico Jayce Cavendish, ricco proprietario di Derwent Isle House (esiste davvero!), elegante e dotato di un fascino quasi inquietante, che dietro la maschera di arroganza e presunzione cela un animo tormentato dalla sofferenza e dalla brama di vendetta.

No,  in realtà doveva ammettere che il suo incanto era accresciuto oltremodo e sprigionava una forza capace di annichilire ogni cosa che lo circondava”

E’ lui l’abile regista degli eventi che, coinvolgendo nel suo piano gli ignari personaggi, ha intessuto con la pazienza di un ragno una tela fatta di maglie finissime intorno alla sua preda, colpevole di avergli causato un dolore indicibile, in attesa di consumare la sua nemesi finale.

“ Si dice che la giustizia dell’onnipotente sia più lenta di quella degli uomini, ma oggi sono lieto di osservare il contrario”

Cristiano Pedrini ci trasporta fin dalle prime pagine dentro la storia, confezionandoci un libro piacevole e scorrevole, con tutti gli ingredienti del giallo classico, impregnato di atmosfere degne di Agatha Christie ( che viene anche citata ad un certo punto del libro): l’ambientazione a Londra, un’antica e storica magione, i sospettati riuniti in un’unica stanza, l’immancabile ispettore di Scotland Yard…tanto che ci si aspetta quasi che da un momento all’altro Hercule Poirot entri e smascheri l’assassino.

A cercare di sbrogliare la matassa, l’ispettore Cedric Devonshire che, parallelamente alle indagini, darà il via insieme a Cavendish ad una ricerca che li coinvolgerà nell’intimo e che li porterà ad un’introspezione a volte dolorosa, ma che donerà loro la forza di togliersi di dosso la zavorra di sofferenza e solitudine che si trascinano dietro da tempo.

“ Illusioni sommerse” è la storia di una vendetta orchestrata sin nei minimi dettagli e portata quasi al parossismo, ma che lascia spazio anche al romanticismo ed alla riflessione sul valore dei sentimenti, con un monito però che ricorre tra le pagine come un leitmotive: niente è mai come sembra…

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