Recensione in anteprima: Fenix e la Chiave di Thuta

Fenix e la Chiave di Thuta

M. E. Loi

Recensione a cura di Elisa Mazza

Campagna Crowdfunding Casa editrice Bookabook

Link di pre ordinazione: https://bookabook.it/libri/fenix-la-chiave-thuta/

Al compimento dei suoi diciassette anni, Fenix indossa per la prima volta il suo Lapis Vitae (gioiello elfico che racchiude l’anima di ogni figlio di Minhar), non sapendo che quella piccola gemma le cambierà la vita. Il suo custode, Redhmar figlio di Frya, riuscirà infatti così a trovarla e a consegnarle la Chiave di Thuta, piccola e dorata. La prima cosa che Redhmar le insegna è che anche la più piccola delle chiavi può aprire le porte di un mondo grandioso. La giovane scopre così di essere un’elfa, metà figlia di Minhar e metà figlia di Adham, con il diritto a frequentare i Giardini, scuola elfica per eccellenza, che si trova a Ethernity, la capitale di Miriël. Qui affronta la Porta del Vero Io, prova grazie alla quale i novelli, ogni anno, vengono divisi nelle quattro Stirpi: quella di Amras (Fuoco), la Stirpe di Elros (Terra), quella di Hidril (Acqua) e la Stirpe di Elwing (Aria). Ma ben presto Fenix capirà che quel mondo, apparentemente puro e incantato, nasconde in realtà molti segreti oscuri, finanche tremendi.

“Era piuttosto ironico che, in quel mondo così particolare, le porte chiuse avessero il significato esattamente opposto a quello a cui era stata abituata per diciassette anni della sua vita. Chiudere le porte, voleva dire, di fatto, permettere a qualcuno di entrare nella tua casa, nella tua famigliarità, nel tuo io.”

M.E.Loi ha scritto un Fantasy stuzzicante e incantevole: il testo ha tutte le caratteristiche necessarie per catturare il lettore e condurlo in una realtà alternativa, un’avventura magica e di grande fascino. Fenix è la nostra eroina, una ragazza che deve trovare il suo posto nel mondo.. ma quale mondo?  Scopre, infatti, che se si è sempre sentita incompresa, fuori posto, un motivo c’era, in quanto appartenente oltre che alla “terra”, anche ad un altro regno, Eternity, dove suo padre scomparve ancor prima che lei venisse al mondo. Ivi, utilizzando la chiave di Thuta per accedervi, parte una ricerca di sé, delle sue origini e anche grazie alla disciplina imposta dal Cammino, ella finalmente sente rinascere piena di forza accesa dalla riscoperta dei valori come l’amicizia, il coraggio e l’amore.

“Tutto ciò che desidero è trovare me stessa. Tutto ciò che desidero è essere. Trovare il mio posto nel mondo, che esso sia Miriël o Gea.”

Intorno alla protagonista si muove la compagnia colorata, chiamata così dall’autrice, i cui personaggi sono delineati da colori e caratteri incisivi, ben strutturati e descritti con dovizia di particolari: hanno momenti di scontri, ilarità e passione come in una “normale” compagnia di amici e circondano Fenix con affetto (o sfida) rendendole il percorso più leggero ma anche sincero e un po’ crudele, perché anche in quel regno prodigioso l’accettazione della diversità è uno scoglio duro da superare .

“Le nostre abilità non ci sono utili in più circostanze che l’amicizia.”

“ «Perché dite: io ti sento?», domandò d’improvviso. L’elfo sorrise e avvicinandosi a lei, lentamente, le afferrò la mano. «Io percepisco la tua mente» e portò le sue dita sulla sua fronte. «Percepisco la tua anima» e le piccole dita di lei erano ora puntate sul suo cuore, la pelle di lui pareva fuoco sotto a quel semplice tocco.« Percepisco te, tutto ciò che sei ora, davanti a me»  spiegò, restituendole la mano.”

L’amore fa capolino nella storia in diverse sfumature; nel rapporto madre-figlia da sempre burrascoso, nel struggente desiderio di ritrovare il proprio padre e colmare il vuoto e le domande sulla sua assenza, nel sentire i primi palpiti nel cuore, così dolorosi, confusi e fusi nel desiderio, e forse il più essenziale di tutti, nella costruzione dell’amor proprio.

“L’amore può grandi cose Fenix, ma esso può anche cose terribili, atroci e terrificanti. E’ la forza che muove tutto e da cui il tutto prende vita, o morte.. L’amore non è il problema. Fenix. L’amore è la soluzione. Non avere paura. Ama.”

La trama ci racconta di un’avventura fantastica, un popolo glorioso e paesaggi surreali, in uno stile aperto, vivace ma anche carezzevole, autentico, solido. Una piacevole sorpresa è che la sensazione di coinvolgimento non viene solo dai personaggi e la storia ma anche dalla stessa scrittrice, che percepisco come una compagna di viaggio, altrettanto desiderosa come me di inoltrarsi nelle meraviglie di Eternity, di vedere l’autostima fiorire nella nostra mezzelfa.

 “Si, era diversa, ma questo non doveva necessariamente essere un punto a suo sfavore, perché essere diversi non era sbagliato. .. Avrebbe camminato a testa alta, cercando di essere un elfa migliore e un’umana fiera, perché lei era entrambe ma queste non si escludevano a vicenda.”

E’ un romanzo che insegna a rinascere, a evolvere, non necessariamente perché viene naturale identificarsi con il contenuto del libro, ma perché ci sono delle verità imprescindibili, essenziali su come si dovrebbe affrontare la vita con carattere.

“Sapendo che morirai, sapendo che nulla durerà per sempre, puoi vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Noi mortali abbiamo la scusa di poter fare ciò che vogliamo e nell’istante esatto in cui lo desideriamo, senza spendere tempo inutile. Per noi il tempo è una cosa molto preziosa, è la vita stessa..”

Concludo nel dire che sono impaziente di leggere il prossimo capitolo della saga e che anch’io attendo con ansia la mia chiave di Thuta, perché dopotutto è un apriporta che tutti vorremmo avere, per evadere, per sfidarci, per sognare e vivere allo stesso tempo.

Materiale fornito dall’autrice

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