Recensione: Koul dalle ali d’aquila. La penna dell’Ois

Buongiorno amici lettori,
parlerò, ora, di un fantasy intrigante e coinvolgente, originale sia nella sia struttura che nella presentazione e caratterizzazione dei personaggi e delle ambientazioni: Kaoul dalle ali d’aquila di Gianluca Fratini

Koul dalle ali d’aquila. La penna dell’Ois

Gianluca Fratini

Editore: 0111edizioni
Collana: LaBlu
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 29 marzo 2019
Pagine: 156 p., Brossura
EAN: 9788893702881

Recensione a cura di Giulia Capacchietti

Koul dalle ali d’aquila, il re del Regno degli Alati, sarà costretto a confrontarsi con vecchi nemici e ancor più antiche magie, per risollevare quel che un tempo era il più bel regno di tutto il mondo di CAAL, il Regno dell’Ois. Il giovane re dovrà confrontarsi con poteri che metteranno a rischio la sua vita, ma indispensabili per porre fine alle catastrofi che hanno colpito il suo popolo. Quando tutto sembrerà tornare al proprio posto, Koul sarà costretto a ripartire per terre sconosciute, questa volta per salvare se stesso.

Protagonista del romanzo è Koul, novello re del regno degli Alati, che deve lottare contro nemici e magie antiche che si credevano perdute per sempre. Attraverso rocambolesche avventure e colpi di scena frequenti, Koul lotterà e tenterà di salvare il suo regno.

Si tratta di un fantasy molto interessante e accattivante, la cui lettura è scorrevole e piacevole. Nonostante un inizio un po’ lento e dal sapore fiabesco, la storia si dipana e diventa avvincente al punto da catturare l’attenzione del lettore che non riesce a distaccarsene: la narrazione è fluida, ogni vicenda è collegata alla successiva, e non lascia niente di incompiuto. Le ambientazioni, benchè fantastiche, sono ben descritte e ricche di particolari al punto da riuscire facilmente a immaginarle.

I personaggi, a loro volta, sono ben caratterizzati. È impossibile non affezionarsi a Koul e alla sua amata, Galè, personaggi forti e coraggiosi, che non si lasciano abbattere dalle avversità ma riescono a superarle con determinazione. Degni di nota sono anche il vecchio senza ali e il suo discepolo, Tomei, eterei, saggi e arguti che aiuteranno Koul donandogli un potere terribile, che il ragazzo riuscirà a dominare.

Altro personaggio importante è Midro, figlio del re degli Artigli, nemici giurati del popolo degli alati. Quest’ultimo rivelerà di essere una “persona” corretta che non condivide le idee del fratello e aiuterà inaspettatamente Koul e Galè nella loro lotta contro gli Artigli.

Si tratta dunque di un fantasy ben strutturato, molto ricco di colpi di scena, durante cui compaiono figure che fanno parte della mitologia del popolo degli alati.

Viene ben rappresentata la lotta del bene contro il male, bene rappresenato da Koul che è contrapposto non solo al popolo degli Artiglio, ma anche al padre che in passato ha causato la decadenza del popolo degli alati.

Nonostante all’inizio avessi frainteso la lettura di questo romanzo, pensando fosse molto leggero e soprattutto con un’impostazione da favola, andando avanti mi sono accorta di aver preso una cantonata. Il romanzo, dopo la descrizione del mondo e dei personaggi, fa una virata verso il fantasy classico, anche se classico non è, utilizzando un linguaggio sicuramente maturo e coinvolgente. L’autore riesce a dosare molto bene le parte descrittive con quelle che riguardano l’azione, in modo da non annoiare mai il lettore, che si sente spinto a continuare la lettura senza fermarsi.

Si tratta, dunque, di un romanzo che regala azione e avventura, che emoziona e rilassa e che lascia spesso con il fiato sospeso, in attesa di leggere cosa accadrà.

Il tocco finale è quello di aver creato un finale aperto, che porta a pensare e a sperare in un secondo romanzo in cui si ritrovino di nuovo Koul e Galè.

Sono pronta a leggere il seguito, e lo attendo con curiosità e interesse.

Materiale fornito dall’autore

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