Recensione: “Nella vita degli altri” di Michele Bravi, a cura di Francesca La Piana

Nella vita degli altri

Michele Bravi

Editore: Mondadori

Collana: Novel

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 23 ottobre 2018

Pagine: 126 p., Brossura

EAN: 9788804683735

Il signor Bisacco, è lui il perno di questo libro che ci fa percorrere una strada fra follia e realtà. Un viaggio interiore quello dei protagonisti  costretti a imbattersi dentro il loro io.

Inizio questa recensione con qualche informazione sull’ autore.

Michele Bravi (1994) è un cantante e musicista italiano che si reinventa scrittore: Nella vita degli altri è il suo primo romanzo. Il cantante definisce questo suo libro come «una canzone che dura 126 pagine»: tale definizione non potrebbe essere più che azzeccata, perché la sua scrittura si può definire ritmica, ripetitiva e io l’ho trovata un pò confusa. Il racconto secondo il mio punto di vista, non viene scritto in maniera fluida, risulta stancante, nonostante vi siano parti profonde che catturano l’attenzione, fanno riflettere rispecchiando la realtà e i comportamenti di tutti noi.

La vicenda di questo libro si svolge all’interno di un edificio dei primi anni del Novecento colmo di finestre e inferriate; a rendere questo stabile “speciale” è la panetteria che si trova al suo interno.

Il signor Basicco proprietario della panetteria e gli abitanti di questa palazzina sono i protagonisti della narrazione.

Nel libro si uniscono le storie di cinque personaggi, Vera, Angelo, Achille,  e la signorina Eco, riuniti tutti a casa del signor Basicco per il trambusto che proviene dalla sua abitazione. Con questo caos iniziale ha inizio il racconto; ci ritroviamo davanti frasi surreali, assistiamo a un delirio, quello del fornaio che sfoga la sua ira verso il mondo, a causa del suo non identificarsi con la realtà.

Basicco è alla ricerca continua della prova della sua esistenza che si realizza con il suo riflettersi negli specchi, di cui è ossessionato; quando per follia non riesce più a identificarsi in essi, perde il lume della ragione e da inizio a un monologo folle, scuotendo le anime dei suoi vicini; sarà il loro ” specchio” senza filtri.

Nel racconto intercorrono dei capitoli dove vengono spiegate le motivazioni che hanno spinto i protagonisti ad assumere determinate condotte nel corso della loro vita; ognuno di loro ha un passato doloroso, che cerca di camuffare con modi di agire che non rispecchiano la loro vera essenza.

L’autore scrive “Fare credere agli altri di aver trovato il profumo del mondo, quando invece siamo immersi nel letame, è più facile”, ed é questa la scelta di vita che hanno fatto i protagonisti, ma del resto la maggior parte di noi “colora” la realtà di elementi fantasiosi, ci mostriamo con un riflesso di noi sicuro, ma sarà poi quello più vero?

Il succo della narrazione si basa su quando ci sia di autentico nella vita di chi ci sta intorno. Quando conosciamo gli altri ma, soprattutto quando conosciamo noi stessi. Cosa siamo disposti a sopportare per essere accettati dalla società, reprimiamo i nostri bisogni, i nostri desideri per compiacere gli altri, per essere adeguati. Viviamo in un mondo di bugie per tenere stretto il nostro ruolo in questa vita ” capita spesso di non saper più riconoscere cosa viviamo e cosa raccontiamo di aver vissuto. Succede anche a te vero? Siamo diventati bugiardi col tempo per vivere una vita che non era la nostra e adesso ci assomigliamo tanto.

Tutti nella vita dovremmo avere un signor Basicco che senza filtri e giustificazioni ci mette davanti le nostre finzioni: tutti dovremmo prendere coscienza delle nostre possibilità senza  paura di esporre le nostre idee. Impariamo a essere coraggiosi, a batterci e a difendere le nostre idee rischiando anche di risultare la voce fuori coro ma, almeno con la certezza di salvaguardare il nostro essere.

Link di acquisto:

https://amzn.to/2Cn2nqO

Condividi:
error

Be the first to comment

Rispondi