Recensione: “ObizutH. La ladra di bambini” di Deborah Somma

Buongiorno amici,
oggi vi parleremo del libro di esordio di Deborah Somma “ObizutH. La ladra di bambini”, buona lettura a tutti

ObizutH. La ladra di bambini

 Deborah Somma

Editore: dreamBOOK edizioni
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 24 settembre 2019
EAN: 9788899830335

Recensione a cura di Paola Alessandra Magliani

Linda Tedeschi, nonostante la sua giovane età, è l’architetto di punta di un prestigioso studio di Milano con sedi in tutto il mondo. Inquadrata, professionale, con un’intelligenza decisamente al di sopra della media, cucita in un corpo perfetto e sensuale, ha partecipato ai più importanti progetti mondiali, ottenendo un successo dietro l’altro.
Ma da qualche tempo il suo capo, piccato da un suo rifiuto, le sta affidando solo lavori tiepidi e poco impegnativi. E lei demoralizzata, sente ogni giorno di più l’esigenza di nuovi stimoli. Che non tarderanno ad arrivare in una grigia giornata milanese quando, quasi fosse una punizione, lui le ordina di trasferirsi nella sede di Rio de Janeiro per un anno. Al principio allibita, Linda non tarda a vedere il lato positivo di questa nuova opportunità, lontano dal grigiore di Milano e dalle ripicche infantili del suo superiore. Ma quello che non ha previsto è che Rio l’accoglierà a braccia aperte, avvolgendola nelle sue spire di città violenta e opulenta al tempo stesso, lasciandole segni indelebili nel suo cuore creolo.
L’incontro casuale con Ernesto Souza e la sua famiglia, fazendeiros ai margini della foresta di Tijuca, stravolgerà la sua vita facendole entrare nell’anima la triste storia di sei piccoli favelados. E, tuffandosi in un folle piano di disperazione e salvezza, riuscirà a cambiare il loro destino per sempre.
Tra bugie, sospetti e segreti inconfessabili, in un’altalena di scelte al limite della legalità, l’incontro con José Oliveira le dimostrerà che il vero amore esiste, superando regole e confini, e portandola a prendere decisioni dalle quali sarà impossibile tornare indietro. Ma la sua storia non finisce qui…

Questo romanzo è decisamente nelle mie corde: la storia di una eroina moderna che sfida la legge e la criminalità per un bene superiore.

Il racconto si snoda a partire da due incontri: Linda, la protagonista, si trasferisce in Brasile per lavoro; lì incontrerà l’amore di un poliziotto del luogo ed Ernesto, che diventerà suo complice nell’ardua impresa di salvare 6 bambini dalla terribile realtà delle favelas, dove la cattiveria e la disumanità umana la fanno da padrone.

La narrazione diviene pagina dopo pagina rocambolesca e si fa incalzante quando Linda si trova a scontrarsi con la legge e l’amore per portare a termine il suo piano: togliere quei bambini dalla strada, dalla prostituzione, dalla droga per garantire loro una vita migliore.

La magia della scrittrice si riscontra nella sua capacità di rendere sopportabile al lettore la crudeltà del mondo descritto attraverso una narrazione che paradossalmente sa di poesia

Ciò che la rattristava era che la ricchezza e la povertà delle favelas vivevano in quel paese in modo apparentemente pacifico, anche se la prima schiacciava la seconda sotto i piedi, cancellando ogni speranza di vita migliore per il popolo delle favelas“.

Non meno importante è la capacità dell’autrice di descrivere il divario sociale tra la ricchezza del mondo di Linda e la povertà delle favela, con un realismo disarmante, nonché la forza con cui viene delineata la lotta di Linda contro la legge: già, perché portare via i bambini dalle famiglie non è legale anche se sono le stesse famiglie a negar loro ogni diritto

Insomma questo è un libro che, seppur frutto dell’immaginazione dell’autrice, è una fotografia obiettiva di una realtà scomoda che a volte facciamo finta di non conoscere e che quando veniamo costretti ad affrontare apre in noi i mille interrogativi che la strada del bene porta con se (Linda andrà in prigione? I bambini staranno finalmente bene?).

Decisamente moderno per i giorni nostri in cui i diritti dei bambini sono sempre al centro dell’attenzione ma ahimè troppo spesso comunque calpestati.

Deborah Somma nasce a La Spezia e coltiva sin da piccola la passione per il diritto. Vive e lavora fra Sarzana, Milano e Roma. Avvocato tenace, impegnato in cause dal risvolto umanitario, recente nominata Giudice Onorario al Tribunale de La Spezia, esercita la professione da oltre vent’anni con dedizione e passione, considerando la scrittura il mezzo più potente per fare valere le proprie idee. “Obizuth – La ladra di bambini” è il suo primo romanzo.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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