Recensione: “Più forte di ogni addio” di Enrico Galiano

Più forte di ogni addio

Enrico Galiano

Editore: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 18 aprile 2019
Pagine: 349 p., Rilegato
EAN: 9788811605232

Recensione a cura di Antonella Punziano

È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l’uno nell’altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l’abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l’ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l’istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell’essere due ragazzi pieni di sogni. Enrico Galiano, libro dopo libro, è diventato l’idolo dei lettori. Nessuno come lui sa parlare agli adolescenti e agli adulti attraverso il linguaggio universale delle emozioni. Dopo il successo di Eppure cadiamo felici, esordio più venduto del 2017, e di Tutta la vita che vuoi, per mesi in classifica, torna con un romanzo che ci ricorda che ogni momento è importante. Soprattutto quello in cui dire alle persone che amiamo che cosa significano per noi. Bisogna farlo subito, senza aspettare.

Oggi parliamo dell’ultimo libro di Enrico Galiano, al centro del quale c’è, ancora una volta, il mondo degli adolescenti.

Attraverso un continuo alternarsi della narrazione dei due protagonisti, l’autore ci racconta le storie personali di Michele e Nina ma anche il vissuto personale della loro storia rendendo così la lettura più appassionante.

Michele e Nina si incontrano casualmente nel treno e in quei 12 minuti che il treno impiega per portarli a scuola si conoscono e si scoprono, raccontando ogni giorno un pezzo di sé e delle loro storie. Infatti, anche se giovanissimi, entrambi portano già dentro i segni di un “Bing Bang”, come lo definisce Michele, ossia di un’esperienza che ha cambiato irrimediabilmente la loro vita.

Galiano trasmette così, fin da subito, il messaggio principale del suo libro, ovvero l’importanza del dialogo, di parlarsi e di condividere le proprie emozioni.

La verità è che le cose bisogna dirsele, non basta farle capire, quando provi qualcosa per qualcuno devi andare lì e dirglielo, con la voce, forte e chiaro, perché tu pensi che ci sarà sempre tempo ma non è vero, arriva un momento in cui semplicemente non puoi più, è troppo tardi, e troppo tardi”.

Michele è cieco ma ciò nonostante sembra vedere e sapere molte più cose degli altri perché, come ci racconta lui stesso, per vedere realmente le persone non servono gli occhi, “anzi ti rendi conto di quanto sia più facile vedere le persone, vederle per davvero, se tieni gli occhi chiusi. Solo che non lo facciamo quasi mai. Ci facciamo fregare sempre dalle solite cose, dalle solite apparenze. Crediamo di vedere quello che abbiamo davanti, ma in realtà vediamo solo quello che vogliamo vedere.”

Nonostante un incidente abbia spazzato via i suoi sogni, Michele non si fa spazzare via dalla sua cecità e impara a farne il suo punto di forza.

Il fatto che sia probabile farsi male non è mai un buon motivo per rinunciare a provare a farsi bene. A me della storia di Icaro era rimasto impresso il volo, non lo schianto. E in ogni caso, se è caduto, non è stato certo per aver osato troppo, ma per averlo fatto con le ali sbagliate”.

Miche impara a “vedere” usando gli altri e sensi….in particolare l’olfatto. Ed è esattamente così che conosce Nina: non la vede ma semplicemente la sente e subito capisce che il suo profumo è diverso dagli altri, è unico e così bello che non può fare a meno di conoscere colei che lo porta.

In prima media il prof di scienze ci aveva fatto vedere un PowerPoint con le immagini dei viaggi spaziali. La prima diapositiva era quella della famosa impronta degli scarponi di Neil Armstrong sul suolo lunare, il 21 luglio 1969. La stessa cosa, la stessa impronta, fu quella che quel giorno Nina Florenzi lasciò su di me”.

Nina è sensibile come un’orchidea. Segnata dalla perdita del padre e con un rapporto difficile con la madre, imparerà da Michele andare oltre le apparenze e a lottare per i sogni e per le persone che ama.

“Essere orchidee vuol dire che saluti una persona che rivedrai dopo due giorni e già ti manca, essere orchidee vuol dire che niente ti scivola addosso, che ti ricordi tutto….essere orchidee fa schifo perché quando c’è qualcosa che ti fa star male – e non hai idea di quante cose ci siano che ti fanno stare male, se sei orchidea – tutti ti dicono quella frase, “Ma sì, fregatene!”, tutti ti dicono che devi passarci sopra, e io è una vita che mi chiedo cosa cavolo significhi, passarci sopra: devo prendere una macchina e investire cose o persone? Devo fare una passeggiata sopra le frasi?”

Intorno a loro si muovono altri personaggi altrettanto unici e indimenticabili.

Carlo, il migliore amico di Michele, migliore perché per lui è esattamente come tutti gli altri ragazzi, perché è sempre lì a dargli consigli tanto spassosi quanto reali.

Homer, il papà perso troppo presto, da cui ha ereditato la sua enorme sensibilità, e che è sempre lì nel suo cuore, pronto a darle il giusto consiglio.

Flo, la tatuatrice che imparerà da Nina l’importanza del dialogo recuperando un rapporto che credeva perso.

Un giorno ti succederà di provare emozioni che non capirai. Di ritrovarti proprio lì, sullo stomaco, o dentro il petto, o a volte sulla punta delle dita, cose che non riuscirai a descrivere. E fanno sempre un po’ paura, le cose che non si riescono a descrivere”

La scrittura è chiara e semplice e l’avvicendarsi della narrazione tra Nina e Michele fa del romanzo una piacevole lettura. L’autore riesce sapientemente ad alternare i toni del libro, tra serio e faceto, rendendo così, in modo brillante, quelli che sono temi impegnativi quali la perdita, il dolore e la malattia. Lo stile narrativo fluido non appesantisce ma coinvolge il lettore in un crescendo di emozioni.

Questo libro è un brivido continuo sotto pelle, è un alternarsi di riso e pianto….ogni pagina è un inno alla vita, una lezione sui sentimenti veri e genuini e la cosa più bella è che a dartela sono proprio quegli adolescenti che oggi, con troppa facilità, tendiamo ad etichettare come vuoti e poco empatici e che Galiano ci restituisce nella loro forma più autentica, quella di una gioventù che ha bisogno più che mai di esprimere con forza le proprie emozioni e che sa trovare strade diverse ma pur sempre bellissime!

È difficilissimo commentare quello che si prova leggendo questo libro. Per farlo mi viene solo in mente una frase che Michele usa nel libro. “Come si fa a spiegare l’amore a uno che non l’ha mai provato? È come descrivere il colore rosso ad un cieco che non ha mai visto!”

Ecco, le emozioni che ti fa provare questo libro sono così uniche ed intense che spiegarle è impossibile…puoi solo leggerlo e lasciarti guidare dalle sue meravigliose parole.

Enrico Galiano

Libri di Enrico Galiano

Enrico Galiano (Pordenone 1977) è insegnante in una scuola di periferia. Ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i dieci milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per l’Europa con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Tra i suoi romanzi ricordiamo Eppure cadiamo felici (2017), Tutta la vita che vuoi (2018) e Più forte di ogni addio (2019) tutti editi da Garzanti.

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