Recensione: “Storia del cane che non voleva più amare”

Carissimi lettori,
oggi vi presentiamo un libro dal sapore dolce che gli amanti degli animali sapranno sicuramente apprezzare

Storia del cane che non voleva più amare

Monica Pais

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 24 ottobre 2019
Pagine: 105 p., Rilegato
EAN: 9788830454163

Recensione a cura di Antonella Punziano

Parte dei proventi di questo libro finanzieranno i progetti e le attività della onlus Effetto Palla Mano è un randagio, un maremmano scontroso e taciturno, regale e bellissimo come i maremmani sanno essere. Ma quando arriva nella clinica di Monica non è più niente di tutto questo. È stato ripescato da un canale, incaprettato e con la museruola. Un pescatore di carpe lo ha notato dibattersi nell’acqua torbida e ha chiamato i soccorsi. Ora, sul tavolo da visita, quello scheletro di cane stremato e semiannegato sembra solo uno straccio intriso d’acqua e fango. Sta rivolto con il muso verso il muro, perfettamente immobile, e non risponde a nessuno stimolo. Ma se una mano entra nel suo campo visivo lui si difende con ferocia disperata: morde a vuoto l’aria, perché nessuno deve toccarlo. Morde per istinto, per scelta, per disperazione. Morde per paura. In onore della sua missione di flagellatore di mani, il nuovo arrivato viene battezzato Mano e Monica si imbarca nella lunga avventura di curarlo e restituirlo al mondo dei vivi. La aspetta una delle sfide più lunghe, ardue e straordinarie con cui le sia mai capitato di misurarsi.

Protagonista della storia è un pastore maremmano, trovato in un canale, in condizioni critiche: Monica ed i soccorritori disperano fin da subito sulla possibilità che il cane si salvi ed invece, miracolosamente, Mano mostra una forza fisica ed una capacità di recupero incedibili.

Ma l’esperienza vissuta ha un impatto psicologico devastante ed il cane stenta a riprendersi. È silenzioso e diffidente al punto che non si lascia avvicinare da nessuno nonostante i ripetuti tentativi da parte dei volontari.

Lo guardavo dalla stanza accanto. A un’occhiata di sfuggita mi colpì una cosa: l’occhio che guardava dal lato libero era vivissimo e iniettato di sangue. L’unica cosa viva in quello zombie. Lo sguardo saettava spiritato e quell’occhio, a guardia di un corpo e di una vita oramai persi, sembrava provenire da un’altra dimensione. Un mondo di Terrore, Rabbia, Ferocia. Tutto in uno sguardo….

Ma Monica non si arrende. È una presenza costante, lo osserva, si prende cura di lui e cerca, ogni giorno, di scavalcare l’erto muro di diffidenza che Mano ha eretto tra sé ed il mondo esterno. La sua grande passione, unita a una dolcezza profonda e a un lavoro competente, non le consentono, nemmeno per un attimo, di demordere: la sfida è davvero ardua eppure Monica sa di poterla vincere.

Erano già nove mesi che lui, malgrado fosse guarito nel corpo e avesse recuperato una bellezza quasi incredibile, languiva letteralmente in quel box. Nove mesi in cui aveva a malapena accettato di interrompere i tentativi di ucciderci, ma niente di più. Era triste e il suo sguardo era vacuo come quello degli animali selvatici presi in trappola, che aspettano la morte come unica ed estrema via di fuga.

Il segreto è sapere aspettare perché nessun cambiamento avviene da un giorno all’altro: è solo il tempo a premiare la pazienza e la costanza di un lavoro assiduo.

«Monica, tutto arriva per chi sa aspettare.» Nelle mie orecchie risuonava ironica e bonaria la voce del mio professore dei tempi dell’Università. Conoscendo il mio temperamento irruente, mi aveva appiccicato addosso quel motto di antica saggezza e me lo ripeteva di continuo. Dei suoi insegnamenti, era stato il più difficile da accettare, per un’impaziente come me […] Tutto arriva per chi sa aspettare ….

È essenzialmente questo il messaggio che ci lascia Monica: l’amore è anche saper aspettare senza perdere mai la fiducia in se stessi e mollare ciò in cui si crede. E l’amore per il proprio lavoro e per gli animali, traspare tutto, nella sua essenzialità, in questo delizioso libro, piccolo ma profondo,

Anche Mano fa la sua parte: è un cane che sembra quasi un umano. La sua natura non lo rende privo di sentimenti: paura, tristezza e rabbia albergano in lui a ricordarci che gli animali sono i nostri migliori amici proprio perché ci assomigliano, molto più di quanto possiamo immaginare. E l’uomo deve imparare ad averne rispetto!

Un romanzo delicato, scritto in modo semplice ma che arriva direttamente al cuore del lettore.

La dolcezza e l’altruismo della scrittrice colpiscono chi legge e la storia, narrata con uno stile naturale e genuino, cattura fin da subito il lettore che avrà modo di appezzare l’introspezione dei personaggi e la delicatezza dei toni narrativi.

Complimenti a Monica che ci ha regalato un altro libro che è la testimonianza diretta di come un lavoro fatto bene possa essere anche un modo significativo di aiutare chi sta soffrendo. L’amore per l’uomo passa anche attraverso l’amore per gli animali e per ciò che ci circonda.

«Guarda quel povero cane di nessuno. Chiamalo, dagli un po’ della tua merenda, fagli una carezza. È il Signore che te lo manda perché tu possa fare una buona azione verso una sua creatura così abbandonata.». San Giovanni Bosco.

Monica Pais

Chirurgo veterinario, nel 2003 ha fondato con il marito Paolo la Clinica Duemari di Oristano, dove esercita la sua vocazione di pasionaria prendendosi cura degli animali di famiglia e dei «rottami»: selvatici e randagi, gli «ultimi» del mondo animale. Nel 2016, dopo aver incontrato Palla e averle salvato la vita, Monica ha creato la onlus Effetto Palla. L’organizzazione è diventata una fitta rete di strutture veterinarie e volontari che opera in Italia e all’estero occupandosi di animali in difficoltà, cercando adozioni, affidi e promuovendo progetti di sensibilizzazione. Animali come noi, uscito per Longanesi nel 2019, è il primo libro di Monica. Nel 2019 sempre Longanesi pubblica Storia del cane che non voleva più amare.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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