Recensione: Suspicious Minds. di Gwenda Bond

Suspicious Minds. Il primo romanzo ufficiale di Stranger Things

Gwenda Bond

Traduttore: A. Russo

Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Pandora

Anno edizione: 2019

Pagine: 337 p., Rilegato

EAN: 9788820066987

Recensione a cura di Francesca La Piana

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Tutto inizia da qui… Stati Uniti, estate 1969. Una scintillante auto nera varca i cancelli del laboratorio che emerge sinistro dai boschi di Hawkins, in Indiana. L’uomo alla guida è Martin Brenner, lo scienziato che dirigerà una sperimentazione top secret finanziata dal governo. È lì per valutare le cavie umane che lo staff medico ha scelto. Nessuna, a suo giudizio, è all’altezza. Nessuna mostra il potenziale di cui hanno bisogno per ottenere risultati straordinari. Se vogliono far sì che quel progetto segreto allarghi le frontiere della mente umana, occorrono candidati speciali. Come la bambina che ha portato con sé: ha solo cinque anni, un numero al posto del nome e doti così sorprendenti da rendere necessario un rigoroso protocollo di sicurezza. Terry Ives è una ragazza curiosa e irrequieta. Studia all’università dell’Indiana e fa la cameriera per mantenersi. Invidia i coetanei che, in città come San Francisco e Washington, stanno cambiando il mondo con le loro contestazioni e battaglie civili. Quando viene a sapere che l’università è in cerca di volontari per un ambiguo esperimento psichiatrico, sente che dietro c’è qualcosa di importante e decide di partecipare. Non resterà a guardare dalle retrovie: potrebbe essere la grande occasione per diventare finalmente protagonista della Storia. Non sa ancora che rischia di diventarne vittima. Perché dietro quel progetto – nome in codice: MK ULTRA – si nasconde una pericolosa cospirazione, e a Terry non basterà il suo coraggio per combatterla. Occorrono forze sovrumane, come quelle di una bambina che vive nascosta in un laboratorio, ha solo cinque anni e un numero al posto del nome: Otto. E così, mentre il mondo intorno brucia, nella piccola città di Hawkins Bene e Male si sfidano in una guerra segreta, che ha per campo di battaglia la mente umana.

“Suspicious Minds” è il romanzo prequel della famosissima seria “Stranger Things”.

La Bond in queste pagine delinea i personaggi creati dai fratelli Duffer; il suo è un arricchito preludio della saga. 

In Indiana, tra i boschi di Hawkins, sorge un laboratorio segreto il cui scopo è la manipolazione della mente umana; lo scienziato a capo della struttura è Martin Brenner e le sue cavie sono Terry, Gloria, Alice e Ken. I quattro ragazzi, varcati i cancelli della struttura, assumono ripetutamente dosi eccessive di droghe; svolgono prove estreme e, cosa assai peggiore, vengono sottoposti all’elettroshock. Le sessioni degli esperimenti si susseguono e i giovani iniziano a maturare l’idea che sotto quell’inquietanti test ci sia qualcosa di più tetro.

Terry Ives è colei che inizia a ribellarsi alle richieste di Brenner, coinvolgendo pian piano il restante gruppo ormai consolidato: il piano per mascherare il famoso scienziato si rafforza alla scoperta di Kali, una bambina dotata di poteri psichici.

Nel laboratorio, in una crescente tensione, si scontrano forze sovrumane con il coraggio di quattro universitari pronti a tutto per riappropriarsi della loro vita.

Una battaglia utopica scorre nelle pagine di questo libro; difficile è immedesimarsi nei personaggi. Marcata l’analisi della psiche dei protagonisti; poli opposti che formano un connubio perfetto. Il senso di onnipotenza e l’elevata presunzione dello scienziato nel manipolare la mente umana, si scontra con una qualità che pochi possiedono: il senso di giustizia. Terry, con poche certezze e scarse possibilità, si ribella; in lei emerge un gran coraggio, la voglia e la volontà di combattere le ingiustizie e i soprusi che aleggiano dentro il laboratorio.

La giovane donna è l’anima del libro, Terry, pronta a tutto per proteggere i più deboli; difende i suoi compagni “d’avventura”, troppo soggiogati per distinguere la realtà dalla finzione.

“Suspicious Minds”, nonostante sfoci nel paranormale, affronta tematiche reali.

Reale è la forza della protagonista nel non abbassare la testa di fronte al potere di un uomo.

Reale è il dolore che ha invaso la vita Terry, diventato poi la sua ancora di salvezza, il collagene che la tiene legata al mondo tangibile. Ed è la sua sofferenza che la protegge   dal profondo abisso di Brenner.

La penna di Gwenda Bond, non a caso considerata una fra le più acclamate autrici per ragazzi, è scorrevole, fluida: con uno stile semplice e chiaro l’autrice esplora la psiche dei suoi personaggi: rende il lettore partecipe alla misurazione della mente umana e dei limiti di essa; mette così in evidenza, la capacità di ogni singolo individuo di liberarsi da manipolazioni altrui.

Nessuna droga, pressione o manipolazione possono intaccare il nostro “io”, c’è sempre quella parte razionale e lucida che si oppone a scelte indotte; nessuno ha il diritto di modificare le nostre percezioni, i nostri credo ma, soprattutto, la nostra volontà.

GWENDA BOND

è autrice di numerosi romanzi per bambini e ragazzi. Scrive per il Los Angeles Times e il Publishers Weekly. Dopo una laurea in giornalismo, ha conseguito un master in scrittura creativa all’università del Vermont. Vive in Kentucky con il marito e una banda di indisciplinati animali domestici.

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