Recensione: “Tiwanaku. La leggenda”

Cari lettori, oggi parliamo dell’opera di Cristina M. D. Belloni, un fantasy che si avvale di nozioni storiche rilevanti. Un libro scorrevole che fa viaggiare il lettore in mondi “fantastici”.

Tiwanaku. La leggenda

Cristina M. D. Belloni

Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Collana: Nuove voci. Imago
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 19 dicembre 2018
Pagine: 124 p., Brossura
EAN: 9788856796322

Recensione a cura di Francesca La Piana

Perse nella notte dei tempi, molto prima dell’era del “quinto sole”, riecheggiano le vicende fantastiche e terribili del popolo Huari, vissuto sull’altipiano del lago “Chu Kahua”, ai confini del cielo, molte ere or sono. Pastori e pescatori, vivevano in armonia tra loro e con la Natura circostante. Piccoli agglomerati di capanne erano sparsi a punteggiare il vasto altipiano. Minuscoli e placidi nuclei isolati che ogni tanto si radunavano per le grandi celebrazioni a far festa tutti insieme e cantare le loro nenie tribali intorno al fuoco, a narrare le storie dei giganti e delle paurose meraviglie della foresta sottostante. I bambini mimavano rumorosamente le imprese degli antenati che combatterono contro i rivali abitanti di Tiwanaku o contro i draghi piumati che si diceva abitassero ancora sulle isole proibite del Sole e della Luna. La tranquilla esistenza di tutti loro, però, un giorno venne sconvolta e cambiata inesorabilmente da sconcertanti eventi più grandi e tremendi di quanto potessero immaginare.

Cristina M. D. Belloni compone un interessante fantasy storico, con abilità e naturalezza unisce mondi fantastici ad avvenimenti storici rilevanti, arricchiti da leggende bizzarre.

La trama è incentrata sul popolo Huari, abitanti del lago Titicaca allarmati dalla notizia di un attacco da parte degli Aymara, una bellicosa popolazione vicina, intenzionata a conquistare il lago. Contemporaneamente tre ragazzini, Juki, Axa e Liù si trovano sul lago, a naufragare sulla temuta isola del Sole, della quale le leggende narravano fosse infestata da mostri. Leggenda che si avvera sotto gli occhi dei ragazzini: dinanzi a loro si materializza un grande uccello, “il drago piumato di tutte le favole d’infanzia”, che però ahimè non è d’indole buona, l’enorme volatile rapisce Liù.

Impauriti Juki, Axa corrono al villaggio dove trovano fermento e agitazione per l’imminente invasione.

La narrazione si snoda tra queste due vicende che si alternano: la spedizione dello sciamano Huari verso il vecchio Sapiente della foresta affinché lo aiuti a salvare la popolazione Huari dall’attacco degli Anymara e l’impresa dei due giovani ragazzi pronti a tutto per liberare il loro amico.

Nel fluido racconto intercalano svariate peripezie con espedienti utopici, il lettore incontra Giganti, mostriciattoli, maghi, stregoni e sciamani; s’imbatte in “forze oscure che tentano di ostacolare e confondere i sensi. Questo e molto altro di insolito e pericoloso si cela in queste pagine.

Strabiliante è la scoperta di un varco nei limitrofi dell’isola, un passaggio magico verso un altro mondo.

Cristina M. D. Belloni con una struttura semplice e un linguaggio scorrevole crea un’opera ritmata e incalzante, abile nel far conoscere al lettore tramite la chiave fantasy Tiwanaku, considerata un mistero archeologico.

Di forte impatto e da non trascurare il messaggio positivo che l’autrice semina in queste pagine: la speranza. La speranza di un popolo che prega per non lasciare la propria terra, le proprie origini, i lori bene e il loro senso di appartenenza; e la speranza di due ragazzini ingenui pronti a tutto per salvare l’amico sperduto.

“La speranza è un essere piumato che si posa sull’anima e canta melodie senza parole e non si ferma”.

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