Recensione: “Tutto è scritto” di Simone Ruggerini

Cari colleghi, appassionati lettori come me, oggi vi propongo un thriller dove subconscio e realtà si uniscono fino a fondersi in un turbinio di emozioni e sensazioni che travolgono il lettore in questa allucinante, quasi surreale, storia di omicidi.

Tutto è scritto

Simone Ruggerini

Editore: Viola Editrice
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 5 giugno 2019
Pagine: 494 p., ill. , Brossura
EAN: 9788831250023

Recensione a cura di Laura Pari

In “Tutto è scritto” la vita, le paure e gli amori di un gruppo di ragazzi di Parma si incrociano a una serie di delitti, fino a un tragico epilogo che nessun potrà più dimenticare. Mesi dopo, le storie di questi giovani tornano a intrecciarsi, insieme a quelle di nuovi personaggi alla ricerca di risposte su quanto accaduto durante il periodo degli omicidi. Tutto inizierà a ruotare attorno a una casa e ai suoi segreti, agli orrori che essa sembra attirare o forse contenere al suo interno, in uno spazio non visibile, altro. Nessuno rimarrà indifferente all’atmosfera che inizia a respirarsi attorno ad essa, nessuno resterà quello che era ma diventerà qualcos’altro, e ancora una volta una tragedia toccherà Parma. Ma la verità si avvicinerà sempre di più. E sarà una verità spaventosa, inimmaginabile, una verità che porterà chi potrà ancora farlo a viaggiare nei recessi della propria mente fino a una dimensione che forse non appartiene alla realtà conosciuta, che forse non può appartenere alla realtà conosciuta bensì a una dove tutto è scritto…

“…Per miglia di anni si è cercato di penetrare i misteri del comportamento umano, si è tentato di comprendere se stessi e gli altri.”

Laura e Paolo, una coppia salda, insieme da tanti anni, sono i genitori di Francesco, un ragazzo occhialuto, timido e insicuro, che è elettrizzato perché sta cominciando l’università di psicologia a Parma, la sua città d’origine.

Sull’autobus diretto alla facoltà, il ragazzo, conosce Valentina, bionda, capelli lunghi, anche lei matricola dello stesso Ateneo, viene da Milano, ed è una ragazza solare ma con una vena di tristezza dovuta a spiacevoli eventi vissuti.
Entrambi alla prima lezione, per una casualità, conoscono Matteo, anche lui di Milano, un ragazzo simpatico e spigliato, con la passione per il calcio amatoriale.

“Alfredo, era solo. La sua impellenza rimaneva l’unica cosa: pulsante, scorticante, insopportabilmente tenace.
[…]
Soddisfami. […]
È impellente lo sai. […]
Che cazzo aspetti cagasotto? Fallo ora!”

Improvvisamente, a distanza di pochi giorni, nella quiete di una cittadina silenziosa e pacata, vengono violentate e uccise due ragazze in età universitaria.
Giorgio Dotti, capitano della polizia, la cui figlia Maria Chiara ha più o meno la stesa età delle ragazze uccise, viene incaricato di trovare l’omicida e di dare la notizia delle morti ai cittadini.

Parma entra così nel caos, e il destino dei tre ragazzi, ormai diventati amici, si incastrerà in un inquietante epilogo.

“Nel 1923 Freud definì i concetti di Es, Io e Super Io, riferendosi a essi come a differenti aspetti della struttura della personalità di un individuo. Tra questi l’Es avrebbe dovuto rappresentare la fonte di tutta quella energia pulsionale che l’autore identificava nella Libido, l’istinto sessuale e di vita, e nell’Aggressività, l’istinto di morte e annullamento.”

Ora ci spostiamo a Roma.

Natalia, una giornalista con una dipendenza, e Samuele, un giovane cameraman di ventotto anni, vengono mandati a Parma per fare un servizio sul serial killer della medesima città, che aveva scosso l’opinione pubblica diversi mesi prima.

“Ti dico subito che di carne al fuoco ce n’è parecchia […]. Sembra quasi un romanzo di Stephen King, e non sto esagerando. […] il modo in cui ha ucciso. E chi ha ucciso. […] e tanta di quella follia che non ti immagini.”


D’altra parte, invece, a Piacenza, Caterina verso i trent’anni, lunghi capelli neri corvini, fa la spogliarellista e lavora a all’Heaven’s Desire;  originaria di un piccolo paesino vicino a Parma, è alla ricerca di contatti con il suo passato.
Tutti i personaggi sono intimamente collegati da un inquietante filo conduttore, una casa, il suo passato, presente e futuro, che ne definisce il disegno della realtà, immaginazione, sogno e finzione, perché, che lo vogliamo o meno, che ci crediamo oppure no, TUTTO E’ SCRITTO.

Storie di tanti personaggi raccontate e portate avanti in contemporanea, con un linguaggio semplice e diretto. Continui salti da un protagonista all’altro che aumentano molto il pathos delle scene e, lasciando sospesi i momenti, rendono il lettore smanioso di divorarsi le pagine.
Spesso vengono vissute delle parti del racconto negli stessi luoghi ma osservate da diversi soggetti, permettendo così di analizzare le medesime situazioni da tanti punti di vista e di arricchire di dettagli la fitta trama.
I personaggi anche se vengono poco descritti relativamente ai tratti estetici e fisici sono molto sviscerati dal punto di vista psicologico, emotivo e caratteriale.
La voce narrante è prevalentemente esterna quando vengono descritte situazioni, momenti e personaggi, ma sono presenti anche tanti dialoghi diretti e soprattutto ogni figura racconta minuziosamente la proprie elucubrazioni mentali: i pensieri, le paure, le visioni e le immagini proiettate nella propria mente.
Un thriller psicologico sulle infinite sfaccettature della mente umana, dal delirio al valore degli affetti, dell’amicizia e anche dell’amore, un viaggio a tutto tondo sulle relazioni interpersonali e sulla relativa follia di cui è capace la mente umana, ma anche un inno a chi resiste e insiste nella vita per far prevalere i sentimenti positivi, con l’aggiunta della giusta adrenalina che solo un ottimo giallo ti può regalare.

“Sangue, caos, furia: impellenza!”

Materiale fornito dalla casa editrice

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