Recensione: “Tutto il tempo del mondo” di Sara Purpura

Tutto il tempo del mondo

Sara Purpura

Editore: Mondadori

Collana: Chrysalide

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 8 maggio 2018

Pagine: 288 p., Rilegato

EAN: 9788804687436

Età di lettura: Young Adult

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Anais Kerper è un’adolescente all’ultimo anno di liceo, capo cheerleader fidanzata al quarterback Bryan e appartenente a una ricca famiglia di San Diego. La sua vita dall’esterno sembrerebbe perfetta. Ma in realtà tale immagine non è che una maschera, usata a mo’ di scudo, dietro la quale si celano i gravi problemi della bulimia e dell’autolesionismo ricollegati alle sue fragilità. La sua vita già difficile sarà ulteriormente scossa dalla decisione dei genitori di prendere in affido un ragazzo per poterlo poi adottare. Il soggetto in questione sarà Desmond Ward, coetaneo di Anais. Ragazzo difficile e ribelle, deluso dalle precedenti famiglie, non accetta di buon grado la novità, fino a quando non realizza che quella potrebbe essere la sua ultima occasione per migliorare il futuro che gli spetta. Egli intravede nell’ingresso in quella famiglia la possibilità di poter ottenere una borsa di studio per giocare a football, inoltre spera così di poter andare a riprendere l’amico/ fratello Braden rimasto nella struttura d’accoglienza. Desmond non ammira per nulla la sua nuova famiglia, ma rimane folgorato da Anais. Allo stesso tempo anche anche la ragazza l’ha notato. Quella che sembrerebbe essere una mera attrazione però ha innescato un sentimento più profondo. Desmond capta subito quelle che sono le reali emozioni della ragazza e ne rimane intrigato. Nei loro continui giochi di sguardo i due imparano a comunicare tra loro al di là del silenzio e della lontananza. Nonostante la continua e reciproca ricerca che li lega l’uno all’altra, la loro passione esita a manifestarsi a causa dei timori di entrambi. La fiamma che cova dentro di loro non può però rimanere a lungo celata. Le loro sono due solitudini che sembrano destinate a compensarsi e a sconfiggere i propri demoni interiori, ma un sentimento così profondo non è mai privo di ostacoli e facile da maneggiare…

Il romanzo racconta il profondo e complicato amore di Anais e Desmond, due diciasettenni che si trovano a vivere sotto lo stesso tetto come fratello e sorella. Tale incipit richiama alla memoria la turbolenta relazione tra Catherine e Heathcliff narrata in quel capolavoro che è Cime Tempestose. In Tutto il tempo del mondo la materia amorosa non sarà meno burrascosa. Siamo però in California e nei nostri giorni.

Solitamente nelle storie ambientate nei licei americani la capo cheerleader ricopre un posto al vertice nella gerarchia scolastica, è la più invidiata ed è arrogantemente felice. Il personaggio di Anais rovescia completamente questo prototipo pur incarnandone alcune caratteristiche. Nonostante possa apparire come una persona fortunata e priva di motivi per non ritenerla tale, ella è profondamente infelice e sofferente.

“Un tempo ero felice. Il mondo lì fuori era grande, ma non mi faceva paura, anzi. Dentro di me covava un febbrile entusiasmo. Poi sono cresciuta e la realtà mi si è stretta intorno. Ora vedo solo l’impalcatura che ho costruito perché è ciò che la mia famiglia pretende da me: la bionda capo cheerleader, fidanzata con il quarterback della scuola, un fisico da urlo, la perfetta studentessa che tutti ammirano. Un’apparenza che mi soffoca ogni giorno di più e dalla quale non riesco a liberarmi. Odio ciò che vedo. Odio mia madre e la sua ossessione per la linea. Odio i giorni in cui vorrei urlare anche se nessuno mi starebbe a sentire. Odio non poter essere la diciassettenne che vorrei e odio mio padre che vede chi non sono.”

Ella ha lasciato che i genitori scegliessero chi fosse e cosa dovesse fare, che la forgiassero secondo quanto richiesto dai propri canoni. Si è limitata ad entrare in una vita preconfezionata che non sente sua, dove vi è poco spazio per i suoi desideri e le sue emozioni. Il rapporto con i genitori è circoscritto alla sua totale accondiscendenza, senza alcuna messa in dubbio dei principi vigenti dettati.

“Mi accorgo che ha smesso di piovere. Adesso riesco a vedere la luna alta in cielo: è piena e se lascio correre l’immaginazione, mi sembra abbia lo sguardo dolce di una madre che osserva i suoi figli. Lo stesso che non ho mai visto in mia madre.”

Anais si sente priva di affetto e priva di ogni attenzione verso ciò che lei è realmente. Attanagliata nella propria solitudine ella rifugge la propria sofferenza interiore attraverso il dolore fisico.

“Afferro la lametta dal pavimento, la sterilizzo e la avvicino al mio avambraccio. Faccio un po’ di pressione e la faccio strisciare sulla pelle. Non appena scorgo il sangue, stringo la carne per farne fuoriuscire di più. La ferita è aperta, brucia e mi inganna.

Col dolore curo il dolore.

Col dolore curo il dolore.

Col dolore curo il dolore.

Me lo ripeto, recitandolo come un mantra, finché mi estraneo. Per un attimo va tutto bene e sorrido, poi mi accascio al suolo e fisso come una folle ciò che ho fatto. A un certo punto ti abitui a non essere speciale per nessuno. Tu, che invece trovavi speciale il mondo.”

Attraverso la sua figura oltre alla tematica dell’autolesionismo, ne viene toccata un’altra ugualmente sensibile, quella della bulimia.

“A volte mi sento vuota e riempio questa sensazione con il cibo. Quando però mi ingozzo, il cibo diventa dolore. Trattenerlo… trattenerlo tutto dentro è doloroso, ma decido io quando porre fine a tutto.”

Desmond invece è un ragazzo abbandonato a se stesso, ha avuto una vita difficile e priva di amore a tal punto da non ritenersi in grado di riceverlo

“L’incubo era passato e forse adesso qualcuno si sarebbe preso davvero cura di me. Me lo avevano promesso. Risento ogni fottuto giuramento non mantenuto. Non avere paura. Fidati di noi. Qualcuno si innamorerà di te, piccolo. Avrai un’altra famiglia. Cazzate! Tutte le volte che sono venuto qui, aspettando di conoscere una nuova madre e un nuovo padre, ho osservato queste mura ingiallirsi sempre di più, come la speranza di avere qualcuno che mi amasse al pari di un figlio.”

. Dopo dodici affidi falliti è totalmente disilluso e non nutre più alcuna speranza ma solo rabbia.

“Dovrebbero smetterla di tendermi una mano per salvarmi dalla rabbia che provo. Anais… è lei quella che ci prova più di tutti. Davvero crede che si possa sfuggire al proprio passato? Lei, che non sa scappare neppure dal suo presente e fa finta che la sua vita sia perfetta, è l’ultima persona che mi può aiutare. È un’illusa e io non perdo occasione per ricordarglielo. Sono piegato da una vita che mi si è sempre ritorta contro. Farebbero bene ad arrendersi tutti e lasciarmi in pace. Ma lo faranno, lo so, come hanno fatto gli altri prima di loro. È solo questione di tempo e io verrò lasciato di nuovo solo”

Anais e Des sono due adolescenti che sembrano non aver nulla in comune, ma già il loro primo incontro sancirà il contrario. Un filo invisibile sembra tenerli uniti, tra loro si instaura un legame latente che sembra non dar loro pace.

“Ha due occhi scuri, profondi, che mi scrutano come se riuscissero a vedermi dentro e comincio ad avere paura che, se continuerò a guardarlo, possa riuscirci davvero.”

Des percepisce tutte le sofferenze di Anais, ciò che per gli altri è un terreno sconosciuto per lui si rivela essere un luogo senza segreti. Sarà proprio il lato nascosto della ragazza a far battere il suo cuore e a desiderare con tutto se stesso che questa smetta di tormentarsi e cominci a far sentire la propria voce. Ma ha paura di non essere abbastanza per lei. Da canto suo Anais vorrebbe convincerlo invece di non essere un ragazzo sbagliato. Allo stesso tempo però non ha il coraggio di imporre i suoi veri sentimenti.

“Sarà sempre così e scuoto la testa amaramente divertito. È più di un mese che questo gioco sta logorando i nostri nervi. Non ci diciamo granché, non con le parole, ma con gli occhi sì e ci dichiariamo cose che nessuno può capire. È sola, come me, anche se nessuno lo direbbe. È triste, come me, anche se nessuno lo immagina. Non sa gioire, come me, anche se nessuno può comprendere. Siamo tanto lontani per gli altri e, pericolosamente, a ogni sguardo, le nostre anime si avvicinano sussurrandosi che forse insieme sarebbe bello o assolutamente sbagliato. Ma i passi che muoviamo ci portano l’uno verso l’altro in maniera inesorabile.”

Ma il romanzo non è solo una storia d’amore, ma anche una celebrazione dell’amicizia, quella sincera e disinteressata. Pagina dopo pagina la solitaria agonia dei protagonisti viene alleviata da diversi amici che vi si fanno spazio. La loro presenza rischiara il buio in cui sono conficcati Des e Anais, alleggerendo anche i fardelli più pesanti.

“Braden è mio fratello. Nelle nostre vene non scorre lo stesso sangue, ma siamo insieme da quando eravamo bambini. Abbiamo visto il marcio di questo mondo e ci siamo tenuti a galla a vicenda per non annegarci dentro, per cui, sì, merda! Lui è mio fratello sul serio.”

La narrazione è condotta dalla voce di Anais e da quella di Desmond. I loro racconti all’interno del libro si completano e intrecciano, come una sinfonia armonica e struggente. Le loro parole emettono con grida silenziose e graffianti il vuoto che hanno dentro. La punta di diamante del libro è sicuramente l’introspezione psicologica dei protagonisti, lo snodarsi della narrazione a due voci accompagna passo dopo passo nella stessa. 

Il romanzo si consuma veloce tra le mani, la trama è avvincente e la prosa impreziosita da una certa ricercatezza lessicale. Tutto il tempo del mondo è dolce e allo stesso tempo devastante, i sentimenti che narra esplodono senza mezze misure contribuendo a renderlo autentico. La storia di due ragazzi che sono speciali l’uno per l’altra e che hanno bisogno di esserlo e sentirlo. Essi si troveranno in un gioco amoroso pericoloso fatto di inseguimenti e allontanamenti, dove il tentativo di salvarsi assieme non esclude la possibilità di affogare.

“«Forse è questo che fa l’amore…» affermo. «Ti fa sentire riempito. Non è così?»”

L’amore adolescenziale è colto in tutte le sue sfumature di potenza irrazionale, trainante e preponderante senza divenire mai mera contemplazione statica di un oggetto definito e assodato.

SARA PURPURA

Sara Purpura (Palermo 1981) è autrice di numerosi romanzi rosa. Tra i suoi romanzi ricordiamo La mia luce sei tuLe ombre del cuoreIl dono della felicità, Oltre il buioCome il sole di notte, tutti autopubblicati, Il desiderio nascosto di te (Butterfly Edizioni, 2018), Tutto il tempo del mondo(Mondadori, 2018) e Tutto il tempo con te (Mondadori, 2019).

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