Recensione: “Una gran voglia di vivere” di Fabio Volo

Cari lettori, oggi vi porto con me, in un romanzo talmente reale e vero che rappresenta un po’ la storia di tutti noi. Una coppia è combattuta tra la routine familiare, con la noia e l’insoddisfazione personale che ne deriva, e il forte sentimento che lega due persone care alla vita che si sono costruiti. Credetemi, nelle pagine di questo libro ognuno di noi troverà un pezzetto di sé stesso, quantomeno in qualche pensiero, riflessione o esperienza.

Una gran voglia di vivere

Fabio Volo

Editore: Mondadori
Collana: Novel
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 22 ottobre 2019
Pagine: 216 p., Brossura
EAN: 9788804707271

Recensione a cura di Lauri Pari

Quello di Marco e Anna sembrava un amore in grado di mantenere le promesse. Adesso Marco non riesce a ricordare qual è stata la prima sera in cui non hanno acceso la musica, in cui non hanno aperto il vino. La prima in cui per stanchezza non l’ha accarezzata. Quando la complicità si è trasformata in competizione. Forse l’amore, come le fiamme, ha bisogno di ossigeno e sotto una campana si spegne. Forse, semplicemente, è tutto molto complicato.

“Avevamo tutto per essere felici ma non riuscivamo ad esserlo.”

Anna e Marco, stanno insieme da 7 anni e hanno un figlio, Matteo, di cinque anni.
Vivono a Milano, lui è un architetto di quarantacinque anni, lei, stessa professione, ma da quando hanno avuto il bambino ha dovuto rinunciare al suo lavoro.
Oggi, sono alle prese con una terribile crisi di coppia.

“Mi ami ancora?” […]
Quando Anna mi ha chiesto se l’amavo ancora, ho capito che lo stava facendo in un modo diverso, voleva una risposta onesta. Non potevo risponderle come avevo sempre fatto. […]
“Non lo so più, Anna.”

Increduli di fronte a questa rivelazione, incapaci di capire come è possibile che siano arrivati a questo punto e terrorizzati dall’idea di perdersi, entrambi, entrano in confusione.
Si sono conosciuti, per caso, ad una cena e, per lui, è stato il classico colpo di fulmine.
Sono stati profondamente innamorati e si credevano spiriti affini.


E allora, come è potuto succedere?


Anna e Marco hanno delle vite come tante, come quelle di tutti, come le nostre.

Il lavoro con le sue difficoltà e i momenti di soddisfazione, gli amici con cui escono e si confidano, degli interessi, le famiglie d’origine, i sogni e le aspirazioni, ma anche delusioni e frustrazioni.


Sono arrivati inaspettatamente a questa situazione. Che sia stata la routine? La solita abitudine, all’inizio tanto cercata e bramata, soprattutto nei progetti di vita insieme, e ora, capace di minare il rapporto e rendere tutto noioso?

“La vita è un gioco che ricomincia sempre, appena sei convinto di aver capito non hai capito niente.”

I protagonisti si trovano in difficoltà in questo limbo ma nessuno dei due vuole prendere una decisione affrettata.


Durante le loro elucubrazioni mentali e scambi di riflessioni, tra mille dubbi, partono comunque per un viaggio organizzato da tempo.

Nel corso della vacanza, Marco si interroga molto sulla sua vita attuale e su come sarebbe se fosse nuovamente single, poco di quello che gli fluttua in testa ha senso ma lui non smette di sognare.

Riflette tantissimo anche sul figlio, sul rapporto che hanno e sulle conseguenze che, qualsiasi decisione prenderanno, ricadranno su di lui.

“Avere un genitore separato e felice è sempre meglio che averli tutti e due infelici sotto lo stesso tetto.”

Durante il viaggio, anche attraverso la conoscenza di altri turisti e persone del posto, Marco e Anna provano a ritrovarsi come coppia, come famiglia ma soprattutto cercano sé stessi, quello che erano e quello che li ha fatti innamorare l’uno dell’altra.


In questo difficile e a volte doloroso percorso all’interno delle relazioni di coppia e dei sentimenti è impossibile non auto analizzarsi.

Leggendo queste pagine ci si accorge che nella vita di tutti i giorni ci troviamo quasi sempre a correre, a incastrare, a mettere in fila le cose, troppo presi dal far “quadrare tutto” e inseguire quello che non possediamo.

Il pericolo, così facendo, è di non riuscire mai a goderci quello che abbiamo, e di conseguenza rischiamo di sprecare tutto lasciandolo inesorabilmente scivolare via.


La voce narrante, principalmente in prima persona, è quella del protagonista maschile, dove la maggior parte dello sviluppo del libro si focalizza.
I personaggi e i luoghi sono descritti in modo non troppo approfondito perché i dettagli sono tutti concentrati sui pensieri, sulle sensazioni e sulle emozioni del momento che i protagonisti stanno vivendo.


Come sempre la scrittura di Volo è semplice ma diretta, arriva immediatamente al cuore, alla ragione e ai sentimenti, colpisce e ci fa soffermare su quei piccoli particolari del quotidiano che sono sempre stati lì ma ai quali si tende a non dar troppo peso.
Lo scrittore, riesce a rendere tutto molto scorrevole, così reale, al punto che non ci si stanca mai di sfogliare queste pagine e di sentirle inevitabilmente un po’ parte anche della propria vita.

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