Review Party: “Sorry” di Lee Ann Keats

Amici lettori bentrovati,
se amate la mitica ed intramontabile Virginia Woolf non potete assolutamente perdervi il favoloso romanzo di Lee Ann Keats, Sorry.
In effetti, le sue citazioni sono il fulcro dell’intera vicenda, una costante che ritroverete spesso.
Si tratta di una storia che amerete all’istante, immersi nella lettura perderete la cognizione del tempo e vi renderete indifferenti a tutto ciò che accade intorno a voi.
Non potrete fare a meno di leggerlo subito e velocemente!
Vi auguro, quindi, buona lettura!

Sorry: Una promessa d’amore

Lee Ann Keats

Recensione a cura di Rossana Bizzarro

Tiffany Hayes ha un “sacchetto rosso dei ricordi” in cui man mano ripone gli oggetti che segnano in qualche modo la sua vita, un elemento che, insieme alle splendide citazioni tratte da alcune opere di Virginia Woolf, fa da filo conduttore a questa storia intensa e indimenticabile, che indaga la crescita di una protagonista dalla personalità inaspettatamente forte e tutt’altro che scontata. Le vicende si svolgono in un’incantevole scenario sul Tamigi: a Canvey Island prima e poi a Londra, tra vicissitudini famigliari e un grande amore segretamente custodito che potrebbe sbocciare in qualcosa di inaspettato e meraviglioso.

Dicono che in caso di tempesta bisogna battere le ali nella fiducia che dopo la tormenta verrà il sole.

Da “Le onde” di Virginia Woolf

Un amore nato lentamente, un’amicizia profonda e sincera, una madre incapace di mostrare amore alla propria figlia e un destino imprevedibile: sono questi gli ingredienti principali del stupendo ed appassionante romanzo di Lee Ann Keats, Sorry.

Tante e diverse sono le sensazioni e le emozioni che si provano durante la lettura, ed è praticamente impossibile non avvertirle e non lasciarsi travolgere da ognuna di essa: angoscia, insicurezza, paura, tenerezza, sgomento, tristezza, rabbia, odio, felicità.

Il mio sguardo si abbandonò oltre il cielo e le nuvole cineree, accompagnato da pensieri che volevo segregare nel cuore, perché non scappassero via. Ma non ci riuscii. Erano sempre lì. Erano parte di me. Erano i miei rimorsi, le mie perplessità, i miei dolori, le mie lacrime non versate.

L’autrice mostra una grande inventiva e molta genialità nel realizzare un intreccio capace di trascinare il lettore fin da subito in una realtà caratterizzata da mancanze, segreti, allontanamenti forzati e riavvicinamenti emozionanti.

Tutto è studiato e costruito perfettamente nei minimi dettagli, non c’è nessun passaggio che perda di credibilità o che annoi diventando monotono. Al contrario, è talmente coinvolgente ed ammaliante che si arriva al finale in un batter d’occhio, senza rendersene conto.

Tiffany è una dolce e sensibile ragazza, costretta ad affrontare ogni giorno l’indifferenza dei genitori, i dispetti dei compagni a scuola e la continua sensazione di inadeguatezza. A consolarla, però, c’è sempre il suo migliore amico George, il fratello che non ha mai avuto, l’unico a capirla anche solo attraverso uno sguardo e il solo a non giudicarla mai.

Amavo George, lo amavo con tutta me stessa, ma non di quell’amore che provavo per Beau. Era qualcosa che andava oltre ogni immaginazione, era un amore profondo che si era ramificato all’interno del mio corpo, della mia anima.

La vita però spesso può sorprendere con sorprese inaspettate e una di queste è destinata proprio a Tiffany: attraverso Beau conoscerà per la prima volta l’amore, la passione, la gioia e la sensazione di sentirsi appagati e completi.

Ma, come spesso accade, per raggiungere la vera e assoluta felicità bisogna superare ostacoli apparentemente insormontabili, mettere in discussione tutta la propria vita e ricominciare daccapo.

Tu sei come la pioggia oltre la vetrata, ti vedo ma ho paura di bagnarmi. Ti vorrei sfiorare ma ho paura che poi tutto degeneri in un acquazzone improvviso.

Riuscirà Tiffany finalmente ad essere felice e apprezzata per quella che è? Sarà in grado di superare tutte le prove che le si presentano senza mai abbattersi o rinunciare a ciò che desidera? Saprà farsi accettare ed amare dalla madre?

La verità era che lei non mi aveva mai concesso un sorriso, una parola dolce, una frase dettata dalla musica del cuore. Ogni volta che mi aveva abbracciata, i suoi battiti erano sempre stati glaciali. Non mi aveva mai guardata negli occhi e non mi aveva mai sussurrato quelle parole che una mamma dice alla sua bambina.

Ann Lee Keats è particolarmente abile nel riportare nero su bianco, in modo preciso, tutte le emozioni provate dai vari personaggi. Sono tutti descritti dettagliatamente, anche quelli secondari ed è soprattutto l’aspetto psicologico di ognuno ad essere marcato ed approfondito.

È impossibile non creare una sorta di empatia con la protagonista, non amarla immediatamente e non soffrire e gioire insieme a lei.

È una ragazza insicura, timida, introversa, distrutta interiormente dai continui rimproveri della madre, incapace di amarla, di coccolarla e mostrarle affetto. La giovane non capisce il perché del suo odio verso di lei e cerca comunque sempre di accontentarla, compiacerla senza però riuscire nel suo intento.

Mi ero sempre posta tante domande sul motivo del rancore che la mamma nutriva nei miei confronti, ma arrivavo sempre a delle supposizioni che non spiegavano mai la vera origine. C’era tra me e lei un conflitto generazionale. Madri e figlie, unite da un vincolo e separate da anni di distanza. Ma per noi sembrava non esserci neanche quel vincolo, per quanto io lo desiderassi. Noi eravamo fatte così. Noi eravamo granelli di sabbia sparsi al vento. Ognuna nella propria direzione.

Sembra che il destino si sia accanito contro di lei, voglia farla soffrire continuamente!

Con il passare del tempo e anche a causa di ulteriori dispiaceri e dolori, Tiffany decide di “allungare il collo”, di non lasciarsi calpestare da nessuno e diventa così più sicura, decisa e determinata a raggiungere tutti i suoi obiettivi.

Ricordo che a scuola ci avevano parlato di Lamarck. Ci avevano detto di come, secondo lui, le giraffe si fossero evolute nel corso di milioni di anni. A ogni generazione, a ogni evoluzione, le giraffe hanno avuto la capacità di allungare il collo, così da riuscire a fronteggiare la scarsità di cibo raggiungendo i rami più alti. Per sopravvivere. E anch’io a ogni mia evoluzione avrei dovuto fare lo stesso. Per sopravvivere. Io e le giraffe avremmo allungato il nostro collo per poter raggiungere quei rami che ci venivano posti sempre più in alto, sempre più lontani dalla nostra portata.

Intraprende un vero e proprio percorso interiore che le farà acquistare un coraggio e una forza sorprendenti.

A fare da sfondo al romanzo c’è Canvey Island, c’è Londra ma soprattutto c’è il Tamigi, spettatore di questa incredibile storia e capace di incantare e stupire.

Tanti e molto particolari sono i temi che l’autrice affronta nel suo romanzo, mostrando tatto e delicatezza: il disagio in famiglia, il rapporto tra genitori e figli, l’omosessualità, la maternità, lo stupro, la malattia e il dolore che ne consegue, l’amicizia, la fiducia, la voglia di rivalsa, l’inganno, l’amore, la vendetta.

Mediante uno stile fluido, garbato, curato e una scrittura chiara e scorrevole la Keats ha dato vita ad un intreccio meraviglioso, reso ulteriormente appassionante dall’inserimento, alla fine di ogni capitolo, di citazioni di Virginia Woolf. Si tratta di un espediente capace di incuriosire ed attrarre maggiormente il lettore.

Lei, Virginia Woolf, aveva la penna per dire ciò che pensava. Io cosa avevo? La mia voce era un silenzio assordante nella mia testa, era quasi la voce di una scrittrice che non sapeva scrivere o che nessuno voleva leggere.

Sorry è un romanzo fantastico, in grado di commuovere, è una storia che conquista e che racchiude un messaggio importante: non bisogna mai arrendersi alle avversità, al contrario, bisogna lottare con tutte le forze per raggiungere ciò che si desidera, essere in grado di perdonare, di non chiudere mai il cuore all’amore, perché senza l’amore non si vive, ci si limita a sopravvivere. Come si può amare una persona? Con la mente, con i battiti incondizionati del cuore, con il respiro, con le lacrime, con l’odio… si può amare fino all’estremo: nelle immense profondità e nelle sublimi altezze. Si ama in Terra come in Cielo. Nel Ghiaccio e nel Fuoco. L’amore spazia entro la sfera delle esigenze quotidiane, alla luce del mattino e al crepuscolo. Sarei stata capace di amare per sempre se solo il Fato non me lo avesse impedito.

Biografia autore:
Leanette Annabeth Keats, nome lungo e quasi-certamente dimenticabile, ecco perché preferisce farsi chiamare Lee Ann. Lavora e vive a Londra, esattamente tutte le mattine passeggia per Little Venice, dietro alla stazione di Paddington, a pochi passi da Hyde Park e forse questo la fa sentire un po’ meno sola, più vicino all’Italia, ai colori vivaci e caldi, al profumo di pizza, come se fosse una seconda casa. Sua madre è italiana e a lei deve l’amore per una terra meravigliosa come l’Italia. Padre inglese, lui le ha insegnato a equilibrare il rosso con il grigio, a creare una sua tonalità. Collabora con una multinazionale e nel tempo libero si diletta a scrivere racconti per amici che poi pubblicano con case editrici o in self. Oggi, però, ha preso una decisione importante: ha deciso di scrivere solo per se stessa.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

Condividi:
error

Be the first to comment

Rispondi