Recensione: “Dentro il palco” di Emanuela Fidati

Salve amici lettori, l’estate ormai è agli sgoccioli e quindi in molti si cerca di approfittare di questi ultimi giorni di sole per trascorrere qualche piacevole ora in riva al mare, per attimi di puro relax non può certo mancare sotto l’ombrellone un libro. Il romanzo di cui vi parliamo oggi, Dentro il palco di Emanuela Fidati, è davvero adatto al suddetto scopo, una lettura leggera e veloce in grado di donarvi momenti di svago senza appesantirvi.

Dentro il palco

Emanuela Fidati

Editore: Pav Edizioni
Collana: Storie di vita
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 15 luglio 2019
Pagine: 144 p., Brossura
EAN: 9788899792947

Recensione a cura di Rosa Zenone

Il Teatro dei segreti è un locale di Burlesque e mentre le artiste mostrano la loro pelle sul palcoscenico strani avvenimenti porteranno Batraco, il direttore artistico, nello sconosciuto sotterraneo svelando ben più di quanto pensava. È una storia di rivelazioni: sul bisogno di seguire e accettare la propria natura e riuscire ad accogliere l’inaspettato.

“(…) il “Teatro dei segreti”. (…) Il ritrovo notturno era un vecchio teatro da poco riportato in vita dopo anni di abbandono e trasformato in locale alla moda che offriva musica dal vivo e numeri di burlesque. Un posto dove trascorrere la serata con gli amici a bere qualcosa in una calda atmosfera accattivante. La grazia, la simpatia, la bellezza dei costumi e la sfrontatezza con cui le artiste davano mostra di sé senza volgarità (…) “

Sfondo e oggetto dell’intera narrazione è il Teatro dei segreti, luogo di esibizione burlesque. La descrizione di questo luogo è condotta in modo vivido e ne delinea un’aura scintillante quanto intrigante, rendendolo un posto davvero speciale.

Proprio sul palco in questione si muove e incontra la ricca galleria di personaggi del romanzo, tutti consapevoli dell’importanza che il locale riveste nelle proprie vite. La caratteristica di fondo che li accomuna è la concezione di quello spazio come spazio privilegiato in cui reinventarsi tra luci e lustrini, rigettando l’asfissiante e inchiodante esistenza quotidiana. L’introspezione omaggia ogni personaggio di alcuni tratti salienti che lo contraddistinguono, ma non viene approfondita ulteriormente né sovraccaricata.

“Improvvisamente, dove meno se lo sarebbe aspettata, aveva trovato la strada per far pace con tutti gli altri aspetti della sua personalità che, in fondo, le servivano solo per muoversi tra gli altri non vista, volutamente invisibile. Creandosi una doppia vita tutto poteva svolgersi in modo più ordinato e regolare. In fin dei conti il suola-voro alla scuola di insegnante inflessibile, il ruolo di madre e di donna divorziata erano le sue armature che la facevano sentire protetta e le permettevano di essere se stessa in un altro mondo, in un altro modo. (…) Aveva impiegato del tempo a capirlo, ma soprattutto aveva dovuto fare i conti con la propria morale prima di ammetterlo a se stessa, ma alla fine tutto le era apparso chiaro e ora che lo aveva oramai accettato, ciò che desiderava di più era insinuarsi nei pensieri degli spettatori, nelle fantasie proibite di quegli uomini sconosciuti fino a diventare il loro oggetto del desiderio e farli eccitare.”

Fiamma conduce una doppia vita, da un lato rimane ancorata al proprio ruolo di insegnante, ex moglie e madre, dall’altro espone la propria sensualità dando sfogo a una vanità che troppo a lungo aveva assopito. Anche Lattea trova sul palco un luogo di rivalsa dove poter accrescere la propria autostima e superare l’insicurezza derivante dai propri chili di troppo.

“Fu così che Lattea ebbe una vera e propria rivelazione che la sconvolse portandosi via molti dei pensieri che le appesantivano l’animo.

Si immedesimò subito in quella fisicità perché era la sua e fu sorpresa che, incredibilmente per lei, suscitava ammirazione perché sensuale e femminile.”

Diametralmente opposta a Lattea è Silene, una ragazza molto sicura di sé e che vive le proprie esibizioni con “fare da diva”.

La penna dell’autrice si sofferma in modo dettagliato nel rappresentare i singoli spettacoli, soffermandosi in modo puntuale sui dettagli, donando delle scene travolgenti e ricche.

“Il sipario comincia a muoversi, il vociare di colpo si interrompe e l’attenzione di tutti si dirige al palcoscenico, sono incuriositi dall’inaspettato rumore dell’acqua che scroscia, che però acqua non è. Al centro del palco si è concretizzata una cascata di liquido bianco che si raccoglie in un bacino quadrato, il rumoreggiare del liquido viene gradatamente coperto da una musica lenta e sinuosa e da quel “mu-ro d’acqua” inizia a spuntare un corpo nudo che si muove lento e flessuoso, prima un piede innaturalmente arcuato, quindi l’intera gamba tornita mentre, sulla pelle accarezzata da quel liquido bianco, si for-mano tanti piccoli rivoli simili a venature sul marmo che fluide scivolano via sulla spalla rotonda, sul braccio inarcato e, con una rotazione inaspettata, sul gluteo. La figura che per pochi momenti si mostra al pubblico pare di marmo, ogni parte del corpo si lascia guardare, per poi sparire e tornare di nuovo attraverso quella tenda liquida, in un crescendo magico nel quale la statua prende vita.”

La quarta e ultima ragazza del burlesque è Falena, curiosa e intraprendente, che indaga sui segreti e il passato del teatro, fino a quando non se ne perderanno le tracce. Sarà proprio la sua scomparsa a dare avvio all’esplorazione dei sotterranei del Teatro dei segreti, portando l’azione a muoversi tra la parte superiore del palco e l’interno, in una simpatica sincronia di eventi differenti che si sviluppano ai due lati opposti.

“Falena (…) Dimostrò immediatamente di essere affascinata e incuriosita da quel teatro e dall’origine del suo nome, così aveva cominciato a fare ricerche per suo conto visto che gli altri non ne sapevano nulla, ma nessuno le dava molto retta quando cominciava a raccontare quello che aveva scoperto, tranne Blu (…) “

Il lettore assumerà lo stesso atteggiamento di irrefrenabile interesse di Falena, volendo andare fino in fondo nel mistero che sembra avvolgere quel vecchio teatro, nel procedere incontrerà momenti di suspense ma che risultano sempre stemperati dal susseguirsi delle situazioni circostanti.

All’interno del testo non manca una venatura rosa, poiché nel Teatro dei segreti sono nati anche dei sentimenti, tra Lattea e il dirigente del locale, Batraco, e tra Falena e il barista Blu. Le loro relazioni, seppur schizzate velocemente, risultano profonde e cariche di tenerezza, coloro che vi sono coinvolti non si lasciano intimidire da nulla, le loro azioni mirano prettamente al raggiungimento dell’altra.

La narrazione è condotta da una voce di terza persona con un linguaggio semplice, chiaro e scorrevole.

Dentro il palco è una storia piacevole dal ritmo veloce, adatto a tutti coloro che prediligono una narrazione in grado di procedere rapidamente verso il dunque.

“All’epoca si chiamava Teatro delle Arti, ma non era così che la gente lo chiamava: era infatti conosciuto come il Teatro dei segreti, ovviamente in senso ironico, poiché celava agli occhi ciò che in fondo tutti sapevano.”

Emanuela Fidati

Emanuela Fidati vive a Roma. Opere precedenti a Dentro il Palco sono Distrazioni Quotidiane, una raccolta di tre racconti sul tema dell’affinità erotica nella coppia, dei racconti pubblicati nel laboratorio narrativo di Nerina Garofalo Shortted.eu e il racconto La fine della preda nell’antologia Ali spezzate pubblicato sempre con la Pav Edizioni.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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