Recensione: “Fiore di roccia” di Ilaria Tuti

Cari lettori oggi vi presentiamo un libro davvero straordinario. Ilaria Tuti, lascia da parte (solo per un po’ si spera) il personaggio di Teresa Battaglia per fare spazio ad una protagonista altrettanto straordinaria, Agata, che siamo sicuri piacerà ai tanti lettori di questa giovanissima e bravissima scrittrice.

Fiore di roccia

 Ilaria Tuti

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 8 giugno 2020
Pagine: 320 p., Rilegato
EAN: 9788830455344

Recensione a cura di Rossana Cavaliere e Antonella Punziano

«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche chi è rimasto nei villaggi, mille metri più in basso. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame. Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riempiono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione. Risaliamo per ore, nella neve che arriva fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. Il nemico, con i suoi cecchini – diavoli bianchi, li chiamano – ci tiene sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre ci arrampichiamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i «fiori di roccia». Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire. Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.»

Agata e le sue compagne, si svegliano ogni mattina all’alba: ciascuna attende alle sue faccende quotidiane, divise tra figli e anziani genitori, per poi recarsi in cima alla montagna per portare viveri, munizioni e ogni sorta di beni di necessità ai soldati che stanno combattendo la guerra.

Sono le portatrici di gerla, donne straordinariamente coraggiose, eroine di cui non leggeremo mai in nessun libro di storia, ma che hanno avuto un ruolo fondamentale per non dire cruciale nella prima guerra mondiale. Una guerra crudele e a volte spietata che mina non solo il corpo ma anche lo spirito di chi la sta combattendo ma che, tuttavia, riesce a creare legami indissolubili.

Io e le mie compagne, abbiamo corpi forgiati dalla fatica con cui conviviamo ogni giorno. Nate con un debito che ha la forma della gerla che usiamo per cullare i figli cosi come per trasportare fieno e patate.

Con i loro vestiti troppo consumati dall’uso le loro scarpe leggere partono dal paese per salire su in montagna al confine dove si combatte una guerra per portare aiuti, alimenti bombe e proiettili con la loro forza con la loro tenacia giorno dopo giorno rischiando la loro vita.

E’ questo che siete. Fiori aggrappati con tenacia a questa montagna. Aggrappati al bisogno sospetto di tenerci in vita.

Le storie di vita quotidiana delle protagoniste si intrecciano a quelle della storia facendoci conoscere personaggi unici ed indimenticabili. La storia di Agata e delle altre donne si alterna quella dei soldati che sono al fronte e dei nemici: uomini costretti a stare l’uno contro l’altro, ad uccidere per difendere la propria vita, ma che riescono a mantenere una grande dignità in nome dell’amata patria.

La nostra capacità di bastare a noi stesse non ci è stata riconosciuta, né concessa. L’abbiamo tessuta con la fatica e il sacrificio, nel silenzio e nel doloro, da madre in figlia. Poggia su questi corpi meravigliosamente resistenti ed è a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Si nutre di spirito infuocato e iniziativa audace, vive di coraggio. Vive di altre donne. Siamo una trama di fili tesi gli uni sugli altri, forti perché vicini.

Ma troviamo anche storie d’amore e di speranza piccoli amori che nascono, aiuti inaspettati, difficoltà ad accogliere il nemico.

Ho scelto di essere libera. Libera da questa guerra, che hanno deciso per noi. Libera dalla gabbia di un confine, che non ho tracciato io. Libera da un odio che non mi appartiene e dalla palude del sospetto. Quando tutto intorno a me era morte io ho scelto speranza.

E oltre le storie, la Tuti ammalia il lettore con uno stile a tratti poetico: pagine di pura poesia che non stancheresti mai di leggere e rileggere.

Con questo libro l’autrice riesce a far emergere in modo preponderante i sentimenti più profondi dei protagonisti, facendoci immergere completamente nelle loro vicende per gioire o soffrire insieme a loro

Come non immergersi in questo pezzo di storia senza sentire il freddo, la paura, il dolore i loro canti le loro preghiere. A volte mi perdevo in questa storia pensando di affrontare questo duro cammino con loro.

Lo stile narrativo è molto curato così come i dettagli narrativi ed i tanti riferimenti storici che denotato il tanto lavoro di studio che c’è dietro.

Libri di Ilaria Tuti

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha studiato Economia. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller Fiori sopra l’inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Ha scritto anche: Ninfa dormiente (Longanesi, 2019) e Fiore di roccia (Longanesi, 2020).

Condividi:

Be the first to comment

Rispondi