Recensione: “Una cattiva baby-sitter”di Gilly MacMillan

Cari lettori, oggi vi porto con me in un viaggio nel passato misterioso di una famiglia che ha avuto la sfortuna di conoscere la persona sbagliata, capace di influenzare la vita di tutti i suoi membri.

Una cattiva baby-sitter

 Gilly MacMillan

Traduttore:Marialuisa Amodio
Editore:Newton Compton Editori
Collana: Nuova narrativa Newton
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 2 luglio 2020
Pagine: 384 p., Rilegato
EAN: 9788822739179

Recensione a cura di Maria Ruggieri

Jocelyn Holt non ha trascorso un’infanzia felice. Cresciuta nella grande e tetra casa di Lake Hall con due genitori freddi e indifferenti, ha cercato conforto nell’unica persona in grado di dimostrarle affetto: la sua adorata tata, Hannah. Ma una notte, all’improvviso, Hannah è scomparsa senza lasciare tracce e la bambina ne è rimasta sconvolta. Ossessionata da quel mistero, non si è mai ripresa del tutto e, crescendo, è diventata una donna scostante e silenziosa, incapace di fidarsi completamente del prossimo. Trent’anni dopo, Jocelyn è costretta a tornare a Lake Hall insieme a sua figlia Ruby e quindi a confrontarsi con il passato. Ma quando un teschio umano viene rinvenuto nel lago della tenuta, tutte le sue certezze iniziano a vacillare. Potrebbe trattarsi di Hannah? Mentre ipotesi inquietanti iniziano a farsi largo nella sua mente, qualcuno bussa alla porta della grande casa. Qualcuno che potrebbe avere tutte le risposte che Jocelyn sta cercando.

Un romanzo “ad alta tensione” , che lascia col fiato sospeso fino all’ultima pagina, pieno di colpi di scena e scritto con maestria, come ci si aspetta dall’autrice, che anche stavolta non si smentisce.

I protagonisti raccontano la storia in prima persona, ciascuno dal proprio punto di vista e non ci sono margini di smarrimento: il lettore riesce ad entrare nel vivo della storia e a viverla in pieno.

Come può una sola persona cambiare, anzi sconvolgere e influenzare la vita di un’intera famiglia?

Come può una sola persona essere a tal punto influente e manipolatrice e rimanere impunita per anni e anni?

Questa è la storia degli Holt, importante e ricca famiglia che abita a Lake Hall, una splendida casa che sorge vicino ad un lago.

Ed è proprio il lago che, un giorno, restituisce un tetro e inaspettato cimelio che sconvolge tutti, che fa riemergere ricordi e segreti nascosti e sepolti da anni e anni di silenzi e bugie.

“Quel cranio fratturato è una cosa orrenda, la prova tangibile di una corrente oscura che scorre dal passato al presente. Sento una paura fredda, viscerale. Voglio allontanarmi il più possibile.”

Vediamo i membri della famiglia Holt riuniti perché Jo, la piccola Jocelyn, è rimasta vedova con una figlia piccola e non sa come tirare avanti. Per questo, a malincuore, decide di ritornare a casa da sua madre, vedova anche lei.

I rapporti tra le due donne sono incrinati da trent’anni e si respira una forte acredine, quasi innaturale tra madre e figlia.

“Avere una figlia che ami ma che non ricambia il tuo affetto è una fonte di dolore intenso e implacabile. Jocelyn non mi ha mai amata, nemmeno quando era piccola, nemmeno quando era appena nata. In certe situazioni è stata di certo colpa mia, ma non ho mai capito che cosa ho sbagliato.”

Jo allontanandosi dalla sua famiglia ha cercato di condurre una vita normale, ma non ci è riuscita del tutto, tanto che, tornata a casa, non ha dimenticato nulla e la tensione con la madre influenza i suoi comportamenti e i suoi pensieri in un modo troppo forte e inaspettato.

E’ prevenuta nei suoi confronti e non accetta nessuno dei suoi slanci di affetto. L’ha sempre odiata, tanto da chiamarla semplicemente “madre”, sin da bambina, perché la parola “mamma” avrebbe suggerito una intimità che non è mai esistita.

E come quando era piccola, trent’anni dopo ancora preferisce allontanarsi da lei, assentarsi e restare sola con i suoi pensieri…

“A volte, mentre passeggio per Lake Hall con Ruby, ricordi più felici penetrano i miei tetri sentimenti. Mi offrono una tregua. Ricordo quando Hannah era il mio mondo e Lake Hall il nostro perfetto regno privato. Quella dolce nostalgia non dura mai a lungo. I ricordi prendono inevitabilmente un sapore amaro quando rammento che Hannah se ne andò a causa del mio comportamento e che, in seguito, il rapporto con mia madre fu risucchiato in una spirale negativa da cui non è mai più uscito.”

La chiave di tutto, Hannah. Sempre presente nei suoi pensieri e nella sua vita come un’ombra, anche se ne è uscita diversi anni prima in modo brusco e senza alcun tipo di avvisaglia. Jo cerca di ricordare i motivi, i dettagli, ma non ci riesce.

“E’ frustrante che il passato sia così fuggevole. Cerchi di aggrapparti con tutte le forze ai ricordi che hai di una persona, ma quelli scivolano via ugualmente. E’ una cosa stranissima, ma … le uniche reminiscenze limpide nella mia mente risalgono alla prima infanzia, ai bei momenti passati con Hannah.

Solo del tempo passato con Hannah ha dei bei ricordi. Ma quando cerca di ricordare il perché se ne sia andata, è tutto nero.

Il mistero della scomparsa della tata ha sempre avvolto la sua vita, cambiandola per sempre, perché da quel momento, niente è stato più uguale e si è allontanata sempre di più dai suoi genitori e dal suo mondo, che non era più lo stesso senza la sua amata Hannah.

Anche le riflessioni di Virginia sono amare e denotano una grande sofferenza interiore e un conflitto che oramai dura da decenni.

“Sai come ci si sente quando un figlio ti guarda con occhi pieni d’odio? Ti senti come se ti stessero strappando via l’anima. Avevo tantissimo amore da darle, ma lei non ne voleva neanche un pezzetto.”

Anche quando Jo torna a casa, Virginia prova a riavvicinarsi ma tra loro c’è sempre un muro. Allora prova ad instaurare un bel rapporto con Ruby, ma Jo glielo impedisce, memore di quello che le ha fatto quando era bambina. La considera una madre incapace.

“C’è un’eco del modo in cui Jocelyn mi fissava, mi studiava, dopo la scomparsa di Hannah. Non lo sopporto. Mi sento come se cerasse di leggermi dentro per scoprire come stanno veramente le cose. Se avevo mai osato sperare che il rapporto tra me e mia figlia sarebbe  migliorato dopo la scomparsa di Hannah, gli eventi dimostrarono che mi ero sbagliata. La sua capacità di fidarsi degli altri fu amputata quella notte e la frattura tra noi divenne irreparabile.”

Ciò nonostante, però, Virginia non demorde. Continua a dare alla figlia tutto l’amore di cui è capace, consapevole che riceverà un rifiuto dopo l’altro. Ma rimane fedele alla decisione presa insieme ad Alexander tantissimi anni prima e così lotta strenuamente e la battaglia non è mai stata così dura.

Emergono dettagli inimmaginabili, i pezzi del puzzle si ricompongono piano piano e il lettore rimane affascinato dal modo in cui si sciolgono i nodi, perché la realtà non è mai quella che si presenta a prima vista.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

Condividi:

Be the first to comment

Rispondi