Recensione: “Un marito quasi perfetto” di Nicola Rayner

Cari lettori, quello che vi presento oggi è il thriller d’esordio di Nicola Rayner, una giornalista freelance gallese.
Preparatevi ad un tuffo nel goliardico mondo delle università inglesi, tra alcol, droga e sesso. Ma anche tra ragazzi viziati, all’apparenza affascinanti ma privi di morale, con l’unico intento di conquistare le ragazze per aggiungere tacche al loro meschino curriculum di dongiovanni.
Una miscela esplosiva quella che troviamo nel libro “Un marito quasi perfetto”, che ci conferma che il passato non è mai un capitolo chiuso.
Perché, si sa, tutti i nodi prima o poi vengono sempre al pettine…

Un marito quasi perfetto

Nicola Rayner

Traduttore: Gianluca Tabbita Bonifazi
Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova narrativa Newton
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 26 settembre 2019
Pagine: 318 p., Rilegato
EAN: 9788822735836

Recensione a cura di Manuela Morana

Alice non ha mai del tutto accettato che il marito sia stato un donnaiolo prima di sposarla. Ormai le sue avventure sono acqua passata, eppure lei non riesce a liberarsi di un’ossessione: vuole saperne di più sul passato di George. Soprattutto su una donna in particolare: si tratta di una studentessa che George frequentava ai tempi dell’università e che scomparve misteriosamente prima di terminare l’ultimo anno: Ruth Walker. Quando poi incontra per caso una donna che assomiglia a Ruth, comincia a nutrire l’inquietante sensazione che ci sia una verità diversa da quella che le ha raccontato George. Ma scavare nel passato di suo marito potrebbe significare inoltrarsi in una fitta rete di bugie più pericolosa di quanto Alice avrebbe mai potuto immaginare.

L’ultima volta che vidi mia sorella si stava preparando per andare a una festa. Ci mise una cura particolare quella sera ed eravamo silenziose mentre ci preparavamo, inconsapevoli di tutti gli anni di silenzio che sarebbero seguiti. Ruth usò l’olio di cocco, come aveva sempre fatto, per lisciare la sua ribelle capigliatura rossa. Mentre chiudeva le piastre roventi, l’olio evaporato profumava d’estate, crema solare e Malibù. Dovrebbe essere un profumo che suscita ricordi felici, ma ora ogni volta che mi capita di sentirlo, mi riporta a quella notte.

(…) In cima alle scale l’abbracciai e ancora una volta fui sorpresa da quanto fosse minuta, come se avesse già cominciato a scomparire.

Dissi: – Buona fortuna – .

Poi, mentre se ne andava, le gridai dalle scale: – Ti voglio bene -.

Fu un pensiero dell’ultimo momento, una superstizione. Le parole andarono perdute, risuonando lungo la ripida scalinata di legno, e non ero certa che mi avesse sentito, mentre apriva la porta con una spinta e scivolava via.

Sono passati 15 lunghi anni dalla scomparsa di Ruth, inghiottita dalle acque del mare durante una nuotata notturna a St. Anthony’s, cittadina universitaria.

Di lei sono rimaste solo le scintillanti scarpe rosse e la borsetta, ordinatamente posate sulla spiaggia.

La bellissima, impavida, spumeggiante Ruth, che con il suo innato ed inconsapevole fascino e la sua stupenda capigliatura rossa era in grado di inchiodare lo sguardo di chiunque su di sé, era sparita nel nulla, lasciando nello sgomento familiari ed amici.

Ma era stata una volontaria sparizione, uno sfortunato incidente o qualcuno la voleva morta?

Nicola Rayner ci coinvolge in una storia che scava in un ambiguo e scomodo passato, sepolto dal tempo, racchiuso in un limbo di domande che bramano risposte mai ricevute. Almeno fino ad oggi.

Basta un incontro fortuito, uno sguardo che si posa più del dovuto, e tutto torna a galla con il suo carico di sconvolgente drammaticità e dolore.

Alice, avvocato in carriera, durante un viaggio in treno crede infatti di rivedere Ruth.

Mentre sonnecchia, la carrozza si riempie. Sente salire un gruppo di ragazzi a York. Siedono tutti insieme a poca distanza dietro di lei, gli scatti e i sibili delle lattine di birra disturbano il suo sonno. Ad un certo punto uno di loro si avvicina e prova a parlare a qualcuno, dalla parte opposta del corridoio.

– Ciao bella. Non ti ho già vista da qualche parte? –

Alice si sforza di cogliere la risposta e, sebbene la ragazza parli a voce troppo bassa perché si possa sentirne le parole, la precipitosa ritirata del giovane ne rende chiaro il significato.

(…) Lo sguardo di Alice si sposta sulla ragazza con cui avevano cercato di attaccare bottone; è seduta accanto al finestrino, davanti a lei. Il viso è nascosto da una coltre di capelli e dall’angolo in cui è seduta. La sua capigliatura è di un rosso acceso quasi stupefacente a vederla – la sensazione di invidia che Alice prova guardandola – le provoca un dejà vu.

Alice trema, si stringe più forte la sciarpa attorno alle spalle. Si sente spaventata. Solo per un istante si era immaginata i capelli della ragazza sott’acqua…aperti come alghe.

È la scintilla che innesca un devastante effetto domino che stravolgerà per sempre le vite dei protagonisti.

Un inspiegabile scomparsa diventa così il fulcro del romanzo in cui l’autrice, affida la narrazione alle voci di tre donne, Alice, Naomi e Kat, legate in modo diverso a Ruth. Ne risulta un’opera polifonica che pagina dopo pagina, creando un intreccio coinvolgente ed appassionante, ci fornisce una chiara visione complessiva permettendoci di riannodare i fili spezzati di una tormentata vicenda mai svelata.

Una presentazione delle tre donne è doverosa, così eccovi:

La pacata e riflessiva Naomi, sorella di Ruth, che adesso è in attesa della prima figlia e per questo forse è ancora più fragile.

Con i suoi commoventi e struggenti ricordi pieni di affetto ci permette di conoscere Ruth nel profondo, dalle sue parole traspare l’amore immenso che le legava, ma anche un inevitabile ed insopportabile senso di perdita lacerante.

L’infelice Kat, la migliore amica di Ruth, è animata da un affettuoso senso di possesso nei suoi confronti. Cerca invano di annientare il suo senso di inadeguatezza e la delusione di un amore non corrisposto stemperandoli ed obnubilandoli nell’alcool e nella promiscuità. La sua voce, proveniente direttamente dal passato, ci fa vivere attimo dopo attimo tutti gli avvenimenti accaduti fino alla scomparsa della ragazza, attraverso un racconto lucido e scabroso.

Alice, la devota e rassegnata moglie di George, affascinante affabulatore, impenitente ed inarrestabile donnaiolo, che con Ruth aveva avuto una breve relazione, ma sulla quale è evasivo quasi in modo sospetto.

Alice con Ruth aveva avuto solo una conoscenza superficiale, ma l’incontro con la donna dai capelli rossi ha fatto riaffiorare in lei dubbi ed insicurezze, confermate anche da flashback di frammenti di vita vissuta rimasti nell’oblio per anni.

Ed è proprio lei che, con l’aiuto di Naomi, in un rinnovato slancio di caparbietà e più che mai decisa a scoprire cosa è realmente accaduto, avvia delle personali indagini che squarceranno finalmente il velo di omertà che troppo a lungo ha nascosto azioni riprovevoli rimaste fino ad ora impunite.

Tre donne, tre punti di vista, tre storie che si intersecano, una matassa ingarbugliata che piano piano si dipana, con colpi di scena e depistaggi narrativi che, pagina dopo pagina, svelano segreti inconfessabili e torbidi intrecci che pongono i tasselli mancanti al posto giusto, fino a formare un impensabile e spaventoso quadro d’insieme.

Un thriller psicologico che, partendo da un drammatico evento, pone il focus sui caratteri dei protagonisti: le loro paure, le loro debolezze, i lati oscuri ed i demoni che da sempre albergano in loro.

Il tutto inserito in un contesto all’apparenza innocuo, quello universitario, ma in realtà colmo di insidie e pericoli.

Non bisogna mai dimenticarsi che ad ogni azione corrisponde una reazione e tutto ciò che compiamo ha un suo speso specifico, di cui  tutti dobbiamo rendere conto.

Prima o poi…

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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