Recensione: “La torre maledetta dei templari” di Barbara Frale

Buongiorno cari lettori, oggi vi presentiamo il nuovo libro di una brillante scrittrice nonché storica medioevale che propone agli appassionati del genere il suo ultimo romanzo storico ambientato nel medioevo. Romanzo che ha un protagonista davvero inedito, il sovrano francese Filippo il Bello.

La torre maledetta dei templari

Barbara Frale

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova narrativa Newton
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 20 febbraio 2020
Pagine: 349 p., Rilegato
EAN: 9788822738233

Recensione a cura di Antonella Punziano

Parigi, inverno 1302. Filippo il Bello, re di Francia, comanda l’armata più formidabile del mondo cristiano, ma il regno è sull’orlo della bancarotta. Per pagare i debiti di stato, il sovrano ha un piano che potrebbe costargli la scomunica: intende aggredire Firenze con un pretesto, per razziare le sue vaste riserve di fiorini d’oro. Ma non ha fatto i conti con Bonifacio VIII… La Signoria di Firenze, infatti, ha chiesto la protezione del pontefice, dal momento che in Vaticano abita la sola persona in grado di fermare il re di Francia: Arnaldo da Villanova, detto il Catalano, medico talentuoso benché tacciato di praticare la magia. Il Catalano può interpretare i misteriosi segni impressi nel più antico sigillo dei Templari, e così rivelare oscure verità sul leggendario Ordine combattente. Si vocifera, infatti, che nella grande torre dell’Ordine proprio fuori Parigi ci sia nascosta un’immensa fortuna aurea. I Templari potrebbero salvare la Francia, ma intendono davvero condividere il segreto della loro ricchezza?

Le vicende ruotano intorno alla figura storica del sovrano francese, Filippo il Bello: siamo nel 1300 nella splendida città di Parigi dove la vita sembra scorrere normalmente.

In realtà la corte è in agitazione. La regina ha scoperto la liason amorosa del consorte con una splendida cortigiana che, complice il collasso economico del regno, sta cercando di convincere il re a al matrimonio della figlia con il giovane principe.

La Francia ha bisogno urgentemente di sanare il debito che sale ogni giorno. Le alternative sono poche e, oltre al matrimonio che risolleverebbe il regno solo temporaneamente, l’unica soluzione possibile potrebbe essere quella di depredare i soldi dei fiorentini. Una soluzione non accettabile e decisamente poco onorevole per un re come lui.  Occorre cercare una valida alternativa prima che i debiti lo costringano ad una scelta che potrebbe costargli la scomunica del Papa. 

Filippo IV, il re di marmo e di ferro, non era un uomo, ma una sacra rappresentazione. Un Mistero completo tutto conchiuso nello spazio di una singola persona. Anche ora, benché dovesse soltanto presiedere un banchetto, sedeva eretto, le gambe leggermente aperte, le mani mollemente poggiate sui braccioli del trono, il collo a fil di piombo, lo sguardo attonito e temibile che incuteva soggezione già per il suo colore assurdo. Nipote di san Luigi IX per parte di padre e di santa Elisabetta d’Ungheria in linea materna, santificava ogni suo pasto esigendo che un religioso gli leggesse brani della Sacra Scrittura intervallati da devote orazioni. «Pater noster, qui es in caelis…». Non è che i presenti gli badassero più di tanto, in realtà, presi com’erano dal mangiare e dal discutere di politica. Il chierico lo sapeva, così interrompeva lettura o preghiere che fossero al momento opportuno, in modo che quelli se ne accorgessero in tempo per rispondere: «Amen!». Nemmeno Filippo IV sembrava ascoltarlo, quel giorno. Fissava un gruppo di corvi che si erano assiepati fuori dalla grande finestra: gli orribili uccelli che si cibano di esseri morti o moribondi, e sfrontati, senza alcuna paura, becchettavano sul vetro come reclamando impazienti il loro macabro pasto. Lo fissavano minacciosi, uno sguardo da biechi e famelici usurai.

L’unica strada che sembra percorribile è quella di accedere al tesoro dei Templari, la cui ubicazione sarebbe contenuta in una mappa fatta dal re Salomone e mascherata in un misterioso sigillo. Qualcuno ne è al corrente ed una serie di morti inspiegate cominciano a verificarsi. Tutti sono sulle tracce di questo segreto, perfino Dante Alighieri viene mandato a Roma ad indagare.

Ma c’è solo una persona in grado di venire a capo dell’intricata matassa, il medico Arnaldo da Villanova.

In una corsa contro il tempo ognuno dovrà cercare di raggiungere il suo scopo: proteggere o scovare il mitico tesoro.

Alfino si passò una mano nei capelli. Sudava copiosamente, benché la neve scendesse con la sua danza lenta oltre il tetto del porticato. «Ora mi è chiaro cosa volesse il re da Arnaldo», mormorò. «Presto Filippo IV andrà in Oriente per la crociata, ma liberare il Santo Sepolcro non è l’unico scopo della spedizione segreta si staccherà dal grosso dell’esercito, cercherà di raggiungere Ofir. Il Catalano ha viaggiato per l’Oriente in lungo e in largo. Lui conosce anche le piste meno battute. Era questo che il re voleva da lui: una guida».

Sullo sfondo il mondo della medicina alchemica, tanto controversa e dibattuta nel Medioevo, me che si innesta nelle vicende narrate portando un tocco esoterico alla storia.

Non è certo un libro facile questo: la complessità del periodo storico si intreccia a quella dei personaggi e delle vicende narrate.

All’inizio il lettore può trovarsi un po’ trovarsi un po’ in difficoltà per i numerosi personaggi che popolano le pagine inziali del libro e può stentare ad entrare nella storia ma il disorientamento è solo una sensazione inziale.

L’excursus storico-narrativo è necessario, per non dire indispensabile, per comprendere pienamente le vincende e, di fatto, la narrazione non è mai lenta ma è scandita da un ritmo crescente di intensità che intriga e coinvolge.

Gli eventi storici sono minuziosamente descritti e particolarmente approfonditi dando l’idea di uno studio molto accurato del periodo in cui è ambientato. I personaggi, storici e non, sono delineati in modo scrupoloso e realistico. L’alternarsi del loro punto di vista amplia l’intreccio narrativo e offre al lettore la possibilità di entrare nella storia a 360°.

I paesaggi e le ambientazioni sono un meraviglioso affresco dell’epoca e danno a chi legge l’impressione di esserci e di viverla.

La scrittura è semplice e allo stesso accattivante: la Frale riesce gradualmente a coinvolgere il lettore catapultandolo in un luogo e un tempo da sempre nell’immaginario delle persone.

Non è il classico thriller storico bensì una vicenda storica che si tinge di giallo con crescendo di sviluppi e di azioni che danno il via ad una serie di colpi di scena che porteranno ad un finale inaspettato.

Era proprio questo il rebus più complicato da risolvere. Ma sì, certo…! A furia di pensare, gli era venuta un’idea. Servivano astuzia, loquacità, audacia, oltre a una buona dose di faccia tosta. Alfino decise di tentare comunque. Aveva forse alternative?

Barbara Frale

è una storica del Medioevo nota in tutto il mondo per le sue ricerche sui Templari. Autrice di varie monografie, ha partecipato a trasmissioni televisive e documentari storici. Ha curato la consulenza storica per la serie I Medici. Masters of Florence in onda sulla RAI ed è autrice, insieme a Franco Cardini, del saggio La Congiura, sui Pazzi. La Newton Compton ha pubblicato con successo I sotterranei di Notre-Dame, In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il MagnificoCospirazione MediciLa torre maledetta dei templari e il saggio I grandi imperi del Medioevo.

Materiale fornito dalla Casa Editrice

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